«Contro i magistrati gogna infamante» Allarme terrorismo

di Natalia Andreani wROMA Agli «obblighi e responsabilità dei giudici» si «auspica corrispondano analoghi, virtuosi comportamenti dei rappresentanti delle altre istituzioni e dei poteri dello Stato», i quali non devono «indebolire l'indipendenza della magistratura», delegittimandola «irragionevolmente». È più di un sassolino quello che si è tolto ieri dalla scarpa il presidente della Corte di Appello di Milano, Giovanni Canzio, inaugurando l'anno giudiziario. Un'inaugurazione segnata in tutta Italia dalla protesta degli avvocati che hanno abbandonato le aule per contestare la revisione dei distretti giudiziari operata dal governo. Canzio si è scagliato contro gli attacchi portati durante i mesi scorsi ai magistrati e ai giudici del capoluogo lombardo da Silvio Berlusconi. «Alle immotivate censure, agli attacchi personali, al dileggio strumentale, talora all'infamante gogna mediatica, e alle minacce cui sono stati sottoposti, i giudici hanno saputo rispondere con sobrietà, umiltà e riservatezza», ha detto Canzio elogiandone la «professionalità e l'imparzialità». Riconosciuta dalla stessa Corte di Cassazione che «nel respingere la richiesta di rimessione dei procedimenti Ruby e Mediaset ad altro distretto, ha preso una storica decisione», ha aggiunto il magistrato riferendosi, senza mezzi termini, alla richiesta del Cavaliere di trasferire i suoi processi a Brescia. Canzio si è poi soffermato sulla necessità di una riforma della prescrizione che andrebbe «sterilizzata» dopo il primo grado di giudizio. E su quella che gli ermellini di piazza Cavour hanno definito l'altro ieri «la regina delle riforme» si sono concentrate anche le relazioni di altri magistrati: da Torino a Bologna, da Genova a Napoli, da Roma a Messina, sono ogni anno decine di migliaia i processi che si chiudono senza un verdetto finale per prescrizione: un fiume di denaro buttato dalla finestra. E in Calabria, denuncia il pg di Catanzaro, ci sono importanti processi contro la 'ndrangheta che si chiudono a metà del primo grado. Ma a preoccupare presidenti di Corti d'Appello e procuratori generali c'è anche altro. A Torino il pg Marcello Maddalena ha detto che esiste «un'area marginale ma non trascurabile di soggetti anarchici che, operando su un doppio livello, palese e occulto, costituiscono una minaccia per le regole costituzionali del Paese, puntando attraverso atti di terrorismo all'eversione del sistema democratico». A Roma, invece, il procuratore Giuseppe Pignatore ha segnalato un aumento dell'800 per cento dei sequestri di beni (da 32 milioni di euro circa a quasi 292), soprattutto in inchieste per reati finanziari o contro la Pubblica amministrazione. Nella Capitale aumenta però la criminalità, con 15 rapine al giorno, mentre il Lazio è divenuto un grande snodo del narcotraffico. In Toscana, invece, i magistrati segnalano un'eccezionale impennata dei reati di usura: più 32 per cento in un solo anno. «Una significativa conferma delle gravi difficoltà economiche in cui versa il nostro Paese», ha detto il pg Tindari Baglione a Firenze, dove la cerimonia è stata presidiata - come in altre città - dagli esponenti dei Radicali italiani. Il picchetto dei manifestanti pro amnistia ha contestato il segretario del Pd, Matteo Renzi, arrivato in veste di sindaco del capoluogo toscano. ©RIPRODUZIONE RISERVATA