Un solo giudice del lavoro, cause a rischio

«Carenza di organico e rinvio delle udienze sono i mali della macchina della giustizia trevigiana. Dei tre giudici del lavoro a ruolo nel 2011 fra pochi giorni ne resterà solo uno, così le cause potrebbero allungarsi fino a 6 anni». Giacomo Vendrame, leader della Cgil Treviso non ha dubbi: la coperta troppo corta della giustizia trevigiana, che da tempo lamenta la carenza di personale e magistrati, rischia di riversarsi sui lavoratori e appesantire la già enorme mole di lavoro degli uffici vertenze. Il grido d'allarme era già stato lanciato nei giorni scorsi dal Procuratore capo del Tribunale di Treviso, Michele Dalla Costa. E ha rincarato la dose anche il presidente del Tribunale Aurelio Gatto. Oggi i numeri parlano di una carenza del 20% per quanto riguarda i magistrati e del 22% del personale amministrativo, dato destinato a salire. «Rispetto alla crescita esponenziale delle cause del lavoro legate alla crisi», spiega il segretario generale della Cgil di Treviso, «la Sezione Lavoro del Tribunale di Treviso si trova con un organico ridotto all'osso. La mole di lavoro per i due giudici rimasti è aumentata, facendo trascorrere a oggi un tempo anche di quattro anni prima che le parti abbiano la possibilità di comparire in udienza la prima volta. Inoltre, dal primo febbraio di quest'anno uno dei due giudici rimasti lascerà il ruolo a Treviso. Una situazione che si riflette sui nostri uffici vertenza a cui il Ministero della Giustizia deve quanto prima trovare una soluzione». E s'è atteso molto, anche in questo caso, però finalmente è arrivata: si tratta della nomina di Sante Casonato alla guida dell'amministrazione straordinaria della North East Services da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. "«Siamo soddisfatti», ha detto Danilo Maggiore, Cgil, «ora possiamo iniziare a discutere del mantenimento dei livelli occupazionali». (s.g.)