«Senza unirci il calcio era morto»

SAN POLO DI PIAVE-ORMELLE Liapiave, un nome non nuovo. Nel panorama sportivo locale, infatti, già esiste. È il nome della società sorta nel giugno del 2006 unendo le dirigenze di Gemeaz San Polo e Ormelle, società di calcio che militavano allora rispettivamente nei campionati di Eccellenza e di Promozione (oggi è in Eccellenza), prendendo le mosse da un club già esistente che si occupava di settore giovanile, il Cimasport (che coinvolgeva anche Cimadolmo). Il presidente del sodalizio attuale, Silvano Ongaro, osserva: «Quando abbiamo deciso di metterci insieme a livello sportivo, lo abbiamo fatto pensando al futuro. C'erano delle necessità oggettive. Se non lo avessimo fatto, probabilmente a quest'ora qui il calcio non ci sarebbe più. Penso che si debba avere il coraggio di guardare avanti e fare delle scelte». Scelte, appunto. Come quella di unire i due Comuni, sulla quale, si dovranno esprimere i cittadini. «In questi giorni, sto andando a tutte le riunioni che vengono organizzate», dice Ongaro, «per capire bene come funziona la cosa. Ci sono tanti piccoli ostacoli da superare, come un certo campanilismo. Ci sono tanti "sì" e anche dei "no" dati da ostacoli di vario genere. Per quello che penso io, si deve arrivare ad una unione prima che si arrivi ad averne assolutamente bisogno. Si può guardare al futuro senza dimenticare quel che rappresenta il passato, che resta importante per tutti». Il discorso del presidente del sodalizio di via Rai a San Polo è di ampio respiro. «Nei giorni che mancano da qui a domenica, andrò parteciperò agli ultimi incontri per capire bene cosa succederà dopo. E comunque, ripeto, per come la vedo io, è meglio anticipare i tempi che poi doversi trovare nella condizione di doverlo fare quando ci si trova in stato di necessità, in fretta e furia». Silvano Ongaro non lo dice, ma il suo è un parere favorevole sulla fusione tra i due Comuni. «Anche se», tiene a sottolineare, «il fatto sportivo con quello amministrativo c'entrano poco». Marco Guerrato