Si scopre artista inseguendo la green card

di Stefano Vietina Per conquistare la green card, che gli consente la permanenza negli Stati Uniti, Davide Prete ha dovuto scalare anche il successo. Passando per l'Università. La sua non è una storia classica di emigrazione, ma racconta una delle mille strade che i giovani italiani stanno intraprendendo per crearsi un futuro. Di professione Davide fa lo scultore, ha già al suo attivo vari riconoscimenti e due cattedre universitarie. «Conto di dividere la mia attività professionale tra l'Italia e gli Stati Uniti» dice «anche se la realtà americana è talmente diversa da quella italiana che è difficile tornare indietro. Non è una società perfetta e ci sono molti problemi, ma il concetto dell'american dream, del sogno americano, è ancora importante tra gli immigrati. La necessità di integrare differenti culture, religioni, razze, lingue è così forte che plasma comportamenti e attitudini. Una volta che ti abitui a relazionarti con le persone qui in America purtroppo è difficile sentirsi di nuovo a casa quando si torna in Italia». Davide si è spostato negli Usa per seguire la moglie Giulietta, chiamata da una grossa azienda americana quattro anni fa, dopo aver conseguito il Master in Business Administration: «Lei cercava un'esperienza in una realtà aziendale più strutturata di quelle, solitamente a livello padronale, che si trovano in Veneto. Io l'ho seguita con l'idea di continuare a lavorare come architetto». Per un problema di permanenza negli States, Davide ha però dovuto per forza iscriversi a una università, così da avere il visto da studente. «Ho dovuto decidere tra architettura e scultura e ho scelto la seconda dopo avere incontrato un professore alla Fontbonne University in Saint Louis, Hank Knickmeyer. L'università mi ha dato la possibilità di sviluppare e collegare nuove tecnologie come scansione 3D con laser o con luce controllata, stampa 3D, modellazione 3D,con il lavoro più tradizionale di fusione del bronzo a cera persa e lavorazione dei metalli a cui ero stato iniziato da Toni Benetton e Toni Follina». Poi Davide si sposta a Washington, dove apre uno studio di scultura e dove insegna al Corcoran College of Art + Design: «In un paio di anni sono diventato coordinatore del dipartimento di scultura e docente di scultura e di una classe che connette le nuove tecnologie a quelle tradizionali: Sculpture and New Technologies». «La società italiana» dice ancora Davide «è fondata sul lavoro, la società americana invece si basa sul tentativo di raggiungere libertà di espressione e felicità. Come diceva Costantino Nivola, un artista italiano trapiantato a New York: non c'è niente di meglio per un artista in America che avere un accento italiano e un po' di talento». Dopo i due master in Arte e Fine Art, Davide ha lavorato con un visto speciale che viene dato ai laureati, l'Optional Pratical Training, e poi ha ottenuto la famosa Green Card. E lì, negli Stati Uniti, ha avuto la possibilità di cambiare totalmente carriera in meno di tre anni, di creare sculture pubbliche come "Icarus" e partecipare a mostre d'arte come il 3D Print Show di Londra, Parigi e New York. Infine, ha ottenuto la sospirata green card: «L'ultima collettiva a cui ho partecipato a Milano, organizzata dall'Accademia di Brera e dal Corcoran College of Art, ha riguardato Arte e cibo. Ho presentato una grande scultura in alluminio realizzata con l'aiuto dell'azienda "Prete Sas" di Preganziol, creata da mio padre e oggi gestita da mio fratello Achille. La scultura si chiama "Convivio" ed è una grande onda che rappresenta diversi modi di sedersi per alimentarsi, formata da oltre 120 pezzi sagomati a mano». E ora? «Dopo le due altre mostre collettive che ho avuto a  Londra e a Parigi sto organizzando alcune conferenze per New York e Mosca. E abbiamo allo studio anche una mostra per l'Expo 2015 di Milano». «In questo periodo, poi, sto sviluppando quella che vorrei fosse la prima scultura biologica. Attraverso la stampa 3D sto cercando di creare una struttura di Agar, un polisaccaride usato come gelificante naturale e ricavato da alghe rosse, che permetterà di coltivare dei batteri ingegnerizzati e colorati, che copriranno interamente la struttura modificandone l'aspetto». Le opere più significative di Davide Prete  sono però state realizzate in ferro forgiato; altre combinano stampa 3D in ABS e tradizionale fusione a cera persa. @vietinas