Beffa all'Europeo rubate le sedie del picchetto operaio

CESSALTO Dopo il danno, anche una piccola beffa: rubate nella notte le sedie per il picchetto dei lavoratori fuori dai cancelli della sede di Cessalto del mobilificio Europeo. Il fatto è emerso ieri mattina durante la riunione sindacale dei lavoratori che si è tenuta nell'area esterna dell'azienda di via delle Industrie. «Vogliamo ringraziare pubblicamente» hanno affermato ironicamente alcuni lavoratori, «colui o coloro che hanno rubato le nostre seggiole, che da settimane avevamo a disposizione per il presidio dello stabilimento». Ovviamente non avevano un gran valore, e si stratta poche sedie di plastica, ma il furto non è passato inosservato a quei lavoratori che per le ultime otto settimane ha presidiato quotidianamente il mobilificio. Chi può aver avuto la faccia tosta di per rubare delle sedie, tra l'altro di poco valore, a un gruppo di cassaintegrati che da settimane picchetta con ogni condizione meteo uno stabilimento chiuso? Da giorni le sedie stazionavano davanti al grande cancello d'entrata della sede cessaltina, utilizzate a turno dai lavoratori in picchetto per riposarsi un po'. Presumibilmente, il furto deve essere stato realizzato in tarda serata o nella notte. Di certo c'è che il giorno prima era state lasciate al solito posto dai lavoratori al termine di una ennesima giornata di picchetto e la mattina dopo non c'erano più. Nella riunione sindacale di ieri mattina, il centinaio di lavoratori presente, sostenuto dai rappresentanti sindacali, ha deciso di sospendere l'attività di presidio quotidiana sostituendolo con un paio di incontri a settimana per rimanere aggiornati su eventuali sviluppi e fare il punto della situazione. «In questi incontri» spiegano i lavoratori, «valuteremo l'opportunità di una ulteriore iniziativa di protesta da realizzare in prossimità delle festività natalizie. Rimaniamo vigili e non vogliamo che la vicenda Europeo cada nel dimenticatoio». Per i 200 lavoratori di Europeo in cassa integrazione straordinaria e le loro famiglie si preannuncia un Natale difficile, in attesa che scada a fine gennaio l'ulteriore proroga di 60 giorni al concordato preventivo concessa dal tribunale di Treviso. La scadenza di tale termine dovrebbe portare alla messa all'asta dell'azienda. L'ultima speranza dei lavoratori è che qualche imprenditore acquisti l'Europeo all'asta e faccia ripartire la produzione coinvolgendo una parte dei dipendenti. Claudia Stefani