Ambasciatrici del rugby, tanto di cappello

Sono 41 le rugbiste trevigiane che hanno vestito la maglia della nazionale e che riceveranno il cap alla vigilia di Italia -Argentina. Ecco la lista (fra parentesi i caps). Paola Agostinelli (23), Giovanna Bado (27), Sara Barattin (52) Elena Bisetto (50), Marta Breda (26), Federica Carlet (3), Bruna Collodo (22), Adelina Corbanese (38), Gaia Costa (3), Valentina Dal Borgo (5), Michela Este (33), Vania Fabris (6), Elisa Facchini (31), Lisa Franceschin (9), Barbara Franchin (5), Manuela Furlan (35), Francesca Gallina (1), Valentina Innocente (1), Alessandra Mestriner (10), Lorena Moscon (2), Lorena Nave (36), Mafalda Palla (16), Mansueta Palla (9), Gloria Pavan (4), Patrizia Peron (2), Silvia Peron (28), Federica Renosto (4), Antonella Rossetti (22), Paola Rossetti (6), Elena Sartorato (25), Veronica Schiavon (67), Valentina Schiavon (35), Francesca Scomparin (2), Erica Servi (4 ), Flavia Severin (42), Licia Stefan (58), Michela Tondinelli (86), Monica Tonella (7), Sara Zanon (27), Monica Zanetti (27), Norma Zanatta (1). Spicca la famiglia Palla-Schiavon. In azzurro ha giocato la mamma Mansueta, ora le figlie Valentina e Veronica. Papà Mario Schiavon è stato coach. Senza contare zia Mafalda, sorella di Mansueta.- Sorelle anche le Rossetti, colonne della terza linea trevigiana degli anni '80 e '90 proprio con Mafalda. E poi le due Peron, Siliva e Patrizia, che invece sono cugine. Recordwoman di caps è Michela Tondinelli, quest'anno passata dal le Red Panthers al Casale: 86 presenze. Ma certo le «pioniere» e chi ha giocato prima del 6 Nazioni femminile non ha nno avuto le stesse chance di vestire l'azzurro. Al primo match Italia Francia , (Riccione 1985) c'erano Marta Breda, Bruna Collodo, Mansueta e Mafalda Palla, Antonella Rossetti , Francesca Scomparin, Norma Zanatta: hanno scritto la storia. E anche la azzurre del rugby, come già i maschietti, riceveranno il cap, il cappellino azzurro segno distintivo (nasce dall'uso storico di fine OIttocento) di chi ha rappresentato il proprio paese a livello internazionale vestendo la maglia della nazionale. Il presidente federale Alfredo Gavazzi sancirà la pari dignità ovale azzurra, tanto sollecitata dalla rete, sabato 23 novembre, alle 10, nel salone d'onore del Coni a Roma. Per Treviso il riconoscimento ad una scuola di rugby nata nel lontano 79/80, con un gruppo di ragazze al campo di San Lazzaro sotto la guida di d di Giorgio Fantin. E subito divenuto traino, faro e riferimento assoluto dell'intero movimento nazionale. Le Red Panthers hanno vinto per 19 anni consecutivi il campionato italiano, dal 1985 al 2003, prima nei tornei semiclandestini sotto l'egida Usip, poi dal 1991 sotto regolare imprinting della Fir. E sono state le prima ambasciatrici del rugby italiano femminile all'estero, prima ancora che la nazionale debuttasse nel 1985, ovviamente zeppa di giocatrici trevigane. Basti dire che su 161 azzurre premiate sabato, Treviso ne schiera 41, oltre un quarto. Di quasi tre generazioni. Saranno tutte o quasi sul pullman che dalla Marca raggiungerà la capitale per la cerimonia. Due giorni intensissimi: partenza venerdì alle 13.30 dal Palaverde con arrivo a Segni, visita al museo del rugby e cena d'onore, poi sabato passerella al salone del Coni e il test-match Italia-Argentina in tribuna vip. Le veterane della prima generazione (le Rossetti, Nave, Collodo, Zanatta, Moscon, Breda, Peron, Corbanese, Fabris & Co.); la seconda «covata» (Bisetto, Stefan, Agostinelli, Tonella, Sartorato, Zanetti &Co;); e le Pantere di oggi (Bado, Furlan, Severin, Este & Co.). Il primo test-match ufficiale dell'Italia femminile si è disputato nel 22 giugno 1985 a Riccione contro la Francia, e fu un anomalo (e onorevolissimo, oggi) 0-0. L'ultimo, il 27 aprile scorso a Madrid, per le qualificazioni mondiali. «Ho ancora ricordi molto vivi di quel giorno a Riccione» ricorda Lorena Nave, estremo ala che ha giocato fino al 2001, «nonostante siano passati quasi 30 anni da quella partita, se ci penso.... L'inno, la maglia azzurra: eravamo tutte consapevoli di fare una rivoluzione, era una prima volta assoluta». E vanno ricordati, se si parla di nazionale, anche i due coach trevigiani dell'Italia femminile: Mariano Ganga fu il primo in assoluto, quel giorno a Riccione, e dopo qualche anno Mario Schiavon.