La Cavour in Africa Mauro: non andiamo a vendere armi

ROMA La portaerei Cavour salpa dal porto di Civitavecchia in un mare di polemiche. Polemiche che ieri hanno avuto per teatro il Parlamento dove i deputati di Sel hanno fatto ostruzionismo sul decreto sulle missioni all'estero protestando per il viaggio che per i prossimi cinque mesi porterà la nave della Marina italiana in 18 paesi dell'Africa, per promuovere l'eccellenza del "made in Italy" militare. Il ministro della Difesa, Mario Mauro, da giorni pressato sull'argomento da Sinistra ecologia e libertà ma anche dal Pd, è intervenuto nel pomeriggio alla Camera per difendere la natura e la legittimità del progetto e respingere l'idea che dietro al tour si possano celare commesse di armi. «Occorre fugare subito un dubbio in maniera inequivocabile: la missione della nave Cavour non ha alcuno scopo di vendere sistemi d'arma all'estero. Questo tipo di operazioni avviene nel pieno rispetto degli accordi internazionali, in questo caso del trattato Onu sul commercio delle armi la cui ratifica è stata approvata dal Parlamento di recente», ha affermato il ministro dicendosi comunque pronto a riferire «nei tempi, nei modi e nei luoghi ritenuti più idonei». Le spiegazioni di Mauro - più o meno le stesse già fornite dal capo di Stato maggiore della Marina, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi – non hanno però affatto convinto il partito di Nichi Vendola. «Le nostre eccellenze militari faranno bella mostra di sè in paesi dove sono in vigore regimi autoritari, e in alcuni di questi sono in corso conflitti armati. L'impegno dell'Italia dovrebbe invece andare nella direzione della pace e della diplomazia, e non privilegiare l'industria militare come strumento di politica estera», ha dichiarato il capogruppo di Sel in commissione Esteri, Arturo Scotto. Ma a protestare, con una lettera indirizzata al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, è anche la Rete Italiana per il Disarmo che reputa l'annunciata campagna promozionale una «spregiudicata e inaccettabile» l'iniziativa. «Sotto lo slogan del recupero di competitività - ha commentato Francesco Vignarca, coordinatore della Rete - l'iniziativa promossa dalla Difesa in collaborazione con altri ministeri mescola una serie di attività che per loro natura hanno finalità e caratteristiche differenti e che è importante continuare a tenere separate. Promuovere la vendita di sistemi militari o sostenere iniziative di tipo commerciale abbinandole a operazioni umanitarie non è un compito che il nostro ordinamento attribuisce al ministero della Difesa o alle Forze Amate». La Cavour intanto ha preso il largo. Toccherà 18 paesi e 20 città dell'Africa e del Golfo Arabico compresa Jedda, in Arabia Saudita. La formazione navale comprende la fregata Bergamini, il pattugliatore Borsini e la nave rifornitrice Etna e sta facendo rotta verso il Canale di Suez, prima tappa del periplo.