«Centrodestra unito, oltre Berlusconi»

PADOVA Angelino Alfano assicura: «Lavoreremo fino all'ultimo istante per conservare l'unità del partito, consapevoli che Silvio Berlusconi sta subendo una grave ingiustizia». Ma ancora non ha sciolto la riserva sulla sua partecipazione, sabato, al consiglio nazionale che dovrebbe sancire la chiusura dell'esperienza del Pdl e l'avvio del processo costituente a Forza Italia. La situazione è in evoluzione di minuto in minuto, ma a sentire i più navigati c'è da scommettere su una soluzione unitaria. Il vicepremier è appena sceso dall'auto di servizio, circondato da un robusto servizio d'ordine. Ma poco prima, all'agriturismo La Penisola di Campo San Martino - terra di Ruffato – ha pranzato con lo stato maggiore del Pdl veneto: Alberto e Massimo Giorgetti, Marino Zorzato, Clodovaldo Ruffato, Barbara Degani, Piergiorgio Cortelazzo. Tutti gli hanno assicurato il pieno sostegno nell'avviare il cantiere di una nuova forza che riunisca il centrodestra italiano, riservando a Berlusconi il ruolo di padre nobile. Al Gran teatro Geox, in prima fila, c'è l'ex ministro Maurizio Sacconi e Mario Dalla Tor, i sindaci di Veggiano e Casalserugo, Conegliano e Crocetta del Montello, Dino Secco e Dario Bond, Renato Chisso e Isi Coppola (ex galaniani), Carlo Alberto Tesserin e Sergio Berlato, Giorgio Dal Negro e Giovanni Miozzi. E una marea di sindaci ed assessori provenienti da mezzo Veneto. L'incontro è stato disertato da larga parte dei parlamentari del Pdl. Elisabetta Alberti Casellati, ad esempio, dichiara: «Basta con i giri di parole. Non possiamo votare una legge di stabilità che contraddica il nostro programma economico, non possiamo essere alleati di un governo che 'ghigliottina' l'unico e indiscutibile leader del centrodestra». Ma anche l'assessore regionale Remo Sernagiotto non c'era: a Mestre al forum delle famiglie. Assenti anche Elena Donazzane Leonardo Padrin. Mentre i consiglieri comunali del Pdl padovano hanno disertato l'incontro in dissenso con Barbara Degani che ha criticato l'assenza di squadra in città. Il sindaco di Casalserugo, Elisa Venturini, denuncia il «ritardo dello Stato nei rimborsi Imu, l'incapacità di fare programmazione, l'atteggiamento vessatorio nei confronti delle autonomie locali». Il presidente dell'Anci Veneto, Giorgio Dal Negro, aggiunge: «Come sindaco di Negrar ho 5,8 milioni di euro in tesorerie e non riesco a tappare le buche: ma allora cosa ci stiamo a fare?» Mario Dalla Tor lamenta: «Decidete cosa fare delle province: nel Veneto due su 7 sono commissariate da tre anni. Chiudete i piccoli comuni, ma con legge ordinaria, non aspettate che i territori si mettano d'accordo». Alberto Giorgetti, colpito dalle critiche degli amministratori veneti, prova a difendere l'equilibrio di governo: «Le sintesi non sempre sono semplici, quando si è alleati con chi la pensa in maniera opposta alla nostra. Ma stiamo mettendo i soldi dove serve per alimentare la crescita: le infrastrutture, i consumi. Abbiate fiducia, i nodi che avete segnalato un poco alla volta saranno sciolti». Proprio al difficile equilibrio di governo Alfano ha riservato una stoccata al ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni: «Il ministro vuole ridurre ancora di più l'uso dei contanti, se non ci fossimo noi la sinistra lo farebbe subito». Daniele Ferrazza ©RIPRODUZIONE RISERVATA