Piano e armonica una notte di Tempest

di Michele Bugliari wPADOVA Bob Dylan ovvero la storia della canzone d'autore internazionale, questa sera alle 21.30, sarà al Gran Teatro Geox di Padova per un concerto che gli appassionati non possono permettersi di perdere. L'evento organizzato da Zed Live rappresenta l'ultima data italiana della tournée europea che lo ha portato prima a Milano (il 2, 3 e 4 novembre) e poi a Roma (il 6 e il 7 novembre) e che lo ha visto in splendida forma. Si preannuncia un concerto storico ed elettrizzante al tempo stesso, con una novità: sono previsti anche posti in piedi, nel parterre, ancora disponibili, per creare una maggior onda emozionale. Il vero nome di Dylan è Robert Zimmerman ma lui scelse di farsi chiamare col suo nome d'arte, che poi diventò il suo nome ufficiale, in onore del poeta Dylan Thomas. L'artista all'età di 72 anni continua imperterrito il suo "Never Ending Tour" che già l'ha portato due volte nel corso degli ultimi anni a Padova. Sono pochi i rappresentanti del mondo della musica popolare così importanti in vita e ancora in grado di registrare dei grandi dischi e di essere protagonisti di concerti importanti. Bob Dylan con Paul McCartney è sicuramente uno dei due più grandi artisti viventi dell'epopea del pop. Se il baronetto di Liverpool con i Beatles negli anni Sessanta ha dato una svolta radicale al rock ‘n' roll e al pop, il menestrello di Duluth ha segnato un confine nella storia della canzone d'autore, per cui siamo costretti a riferirci all'evoluzione del cantautorato prima e dopo Dylan. Per trovare un altro nome che possa essere affiancato degnamente nel firmamento del pop di Mr Tambourine Man e a quelli dei Beatles dovremmo scomodare il più grande chitarrista ed inventore di suoni di tutti i tempi: Jimi Hendrix. Per il resto, in un'ideale classifica delle star del pop tutti vengono dopo di loro. Chi ha sempre amato e seguito Dylan si aspetta tutto quello che succederà al Geox: cioè pochissime canzoni del periodo classico, cioè degli anni Sessanta e Settanta ("Blowing' in the wind", "She belongs to me", "All long the watchtower", "Tangled up in blue" e "Simple twist of fate") e una scaletta incentrata sul nuovo fantastico album "Tempest" (un album in cui l'artista parla della sua città d'origine Duluth, della tragedia del Titanic e dell'ex Beatles John Lennon, morto nel 1980 a soli 40 anni) e sui brani degli ultimi 20 anni. Chi, invece, è legato all'iconografia del Bob Dylan folk-singer che è quella che è rappresentata soprattutto dai dischi della prima metà degli anni Sessanta rischia di rimanere deluso se non saprà adeguarsi alla voglia dell'artista di essere sempre in continua evoluzione. La voce inconfondibile di Dylan, che George Harrison nei primi anni Sessanta definì: «una sorta di energia vitale, una voce che piange da qualche parte, arrancando nell'oscurità», sicuramente rappresenterà per i suoi fan uno degli elementi musicali di maggiore continuità con il passato. Inoltre, è previsto che il cantautore suoni l'armonica a bocca come nei vecchi dischi. I fans però non possono sperare di vederlo sul palco da solo con la sua chitarra acustica, sarebbe chiedere troppo. In questo tour l'artista ha deciso di non dedicarsi alla sei-corde ma al pianoforte a coda che suonerà accompagnato dalla sua solida band. Le atmosfere prevalenti, quindi, saranno elettriche e richiameranno il country-rock e rock ‘n' roll. Il concerto di Padova offrirà un'occasione per ammirare dal vivo un artista che nonostante le sue tante svolte è sempre stato coerente con se stesso, mantenendo alta la sua poetica per raccontare fine in fondo le verità più scomode.