Menarè, l'impresa vuole ridurre l'iper

CONEGLIANO Centro commerciale del Menarè: il privato chiede di poter ridurre i metri quadri da costruire. Se così fosse, si potrebbe passare dai circa 18 mila metri quadri di superficie coperta previsti in origine (di cui 12 mila di superficie di vendita) a una struttura sensibilmente ridotta. A esprimersi in merito dovranno però essere gli enti coinvolti nell'accordo di programma. La struttura andrà a inserirsi in un contesto, quello del coneglianese, in cui le grandi aree commerciali non mancano di certo. A pochi chilometri di distanza è già sulla carta un altro insediamento: quello che sorgerà nell'area ex Sarom, a Castello Roganzuolo. Qui le volumetrie sono di gran lunga superiori e raggiungono approssimativamente i 40 mila metri quadri di coperto di cui 22 mila di sola superficie di vendita. Ed è proprio questo intervento a destare ancora maggior preoccupazione tra i commercianti. Il presidente dell'Ascom di Conegliano Luca Ros parla di situazione «vergognosa». Nel suo mandamento l'elenco dei centri commerciali in fase di realizzazione è tutt'altro che breve. E i commercianti guardano con apprensione anche la possibile creazione di nuovi negozi nell'area in cui sorgerà il velodromo all'uscita dell'A27, a San Vendemiano. Se anche qui dovessero sorgere altre attività commerciali, come dicono alcune indiscrezioni, il rischio è di ulteriore cementificazione a favore di un settore, quello del commercio che la stessa Ascom definisce «saturo». Per Ros la stessa Pontebbana, da Treviso a Sacile, può essere considerata un centro commerciale. Le due strutture, quella del Menarè e quella di San Fior si sommano al Conè che conta 62 negozi a pochi chilometri di distanza. Ma nell'elenco vi è anche l'ampliamento del centro commerciale "Al Centro" di Mareno, che passerà da 7.500 a 18 mila metri quadri; e la concessionaria e altre attività che sorgeranno a Parè, lungo la futura bretella e contro la quale l'Ascom aveva preso posizione "sfiduciando" l'amministrazione Maniero. Renza Zanin