Zorzato padrone del Pdl Ma i volti sono gli stessi

PADOVA Ultime notizie dal fu Popolo della libertà: nella nuova Forza Italia c'è posto per tutti, dai democristiani ai socialisti, dai liberali ai missini. La società civile può fare da corollario, i giovani possono aspettare: del resto, loro hanno tutta una vita davanti. Sotto il cielo degli azzurri è in corso il più grande riposizionamento dopo il terremoto di tangentopoli del 1992, quando il rompete le righe di democristiani e socialisti occupò, ad una ad una, le caselle della prima Forza Italia. A distanza di vent'anni, siamo più o meno nelle stesse condizioni. Con qualche capello bianco in più. Due le aree culturali dentro a Forza Italia che, comunque lo si guardi, è sempre il secondo partito nel Veneto (il primo è il Pd, a sua insaputa). La prima si chiama area popolare, più organizzata e radicata, ed ha definitivamente scelto quale punto di riferimento il vice governatore della Regione Marino Zorzato, democristiano di lungo corso, navigatore adatto alle lunghe traversate. Con lui stanno Barbara Degani, presidente della Provincia di Padova e prossima candidata alla Europee, il suo direttore generale e figliol prodigo Salvatore Carollo, il veronese Giancarlo Conta, il trevigiano Franco Conte, il bellunese Dario Bond, il rodigino Mauro Mainardi. Maurizio Sacconi, che pure è stato ministro e che nel Veneto non ha mai contato voti, fa l'anello di congiunzione con Angelino Alfano: colombe moderate, insomma. La seconda area, definita aziendalista è certamente più radicata a Roma che nel Veneto. La guida, forte del suo personale legame con Silvio, l'ex ministro Giancarlo Galan, tornato a fare politica a tempo pieno dopo una breve quaresima: con lui in Europa c'è Amalia Sartori, il trevigiano Amedeo Gerolimetto, il veneziano Renato Chisso - autentico padrone del pdl lagunare – la rodigina Isi Coppola. Attorno a queste due cordate si stanno addensando sindaci, assessori e amministratori regionali. Ma c'è un intero arcipelago di capi corrente che, in attesa di una chiarificazione anche romana, non hanno ancora deciso con chi stare. Alberto Giorgetti, ad esempio, che formalmente è ancora coordinatore regionale, non ha deciso a chi portare in dote il Veronese, ma tutti sanno che la sua rete è fortissima e pesca tra gli ex di Alleanza nazionale a piene mani: Elena Donazzan nel Vicentino, Piergiorgio Cortelazzo nel Padovano, Moreno Teso nel Veneziano. Allo stesso modo a Treviso Remo Sernagiotto, di cui è nota la repellenza a Galan, sta serrando le fila in vista della corsa alle prossime Europee. Ma il tradizionale patto con Leonardo Padrin, dopo il flop di Jesolo, sembra non essere più così solido. Per conto proprio sono anche il presidente del consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, che stende la sua rete tra gli amministratori, il veneziano Carlo Alberto Tesserin. Alla fine tutti dovranno scegliere se avvicinarsi a Zorzato oppure a Galan. Fanno corsa a sè stante Renato Brunetta, capogruppo alla Camera, tornato nelle grazie di Silvio Berlusconi ma inviso a tutto il partito. Secondo alcuni osservatori, avrebbe deciso di puntare su Cinzia Bonfrisco per le prossime Europee. Lontano sembra l'eretico vicentino Sergio Berlato, europarlamentare e coordinatore del Pdl berico uscente, che da mesi sta sparando contro la gestione del partito ed è dato vicino a Fratelli d'Italia di Ignazio La Russa e dunque fuori. Analogamente, qualcuno osserva che pure Sernagiotto fa comunella con Samorì e Cancian si è visto con Scelta Civica. Insomma, tutto tranquillo. Daniele Ferrazza