Egitto, torna alta la tensione

IL CAIRO Escalation della tensione in Egitto a due giorni dal fallito attentato contro il ministro dell'Interno egiziano Mohamed Ibrahim. Un ordigno esplosivo piazzato sui binari di una linea ferroviaria fra Suez e Ismailiya, a nord del paese, è stato disinnescato dagli artificieri dell'esercito. Doveva esplodere al passaggio di un convoglio che trasportava circa duemila militari, hanno fatto sapere fonti della sicurezza. Alta tensione anche sul fronte del Sinai settentrionale dove l'esercito è stato impegnato per tutta la giornata in una massiccia operazione antiterrorismo contro le basi di islamici, sospettati di essere dietro la serie di attacchi contro postazioni delle forze di sicurezza. Una trentina fra morti e feriti e quindici gli arresti. Un ordigno artigianale è esploso anche al Cairo nel commissariato di polizia del quartiere di Bulak el Dakrour. Sconosciuti hanno tirato la bomba che è esplosa senza però causare danni e feriti. I due mancati attentati fanno temere una nuova spirale di violenze dopo la deposizione del presidente Mohamed Morsi, lo sgombero sanguinoso di sit in organizzati a sostegno dell'ex presidente dai Fratelli musulmani e l'arresto di decine di esponenti della Fratellanza. Proprio ieri la procura ha aggiunto un nuovo capo di imputazione nei confronti di Morsi, inquisito per insulto alla magistratura per gli attacchi ai giudici che ha accusato di avere coperto brogli nelle elezioni parlamentari del 2005.