Crisi, nel 2013 salteranno altri 4.400 posti

Le aziende licenzieranno ancora in questo 2013 fino a far perdere oltre 4.400 posti di lavoro. Il saldo tra assunzioni e cessazioni aveva segnato nel 2012 circa -6 mila unità e la crisi, anche quest'anno, sembra non lasciare tregua. È quanto emerge dalle prime anticipazioni che riguardano la provincia di Treviso diffuse da Unioncamere nazionale, alla presenza del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, e riprese poi dalla Camera di Commercio di Treviso. I dati fanno riferimento ai fabbisogni occupazionali delle imprese in Italia per l'anno 2013, sulla base dei risultati dell'indagine Excelsior 2013 che stima ancora una volta un saldo tra assunzioni e cessazioni negativo di ben -4.400 unità. Sulla base dell'andamento di questi primi sei mesi sono stimate in 11.450 le assunzioni complessive in provincia per l'anno 2013 (al netto delle assunzioni nel comparto pubblico). Di queste, però, un 40% riguarderà rapporti di lavoro di natura precaria: contratti di somministrazione, collaborazioni a progetto o occasionali. Contratti brevi se non brevissimi come denunciato nei giorni scorsi dall'osservatorio del la-voro della Cgil: di un giorno soprattutto, altrimenti di una settimana. Tra il 2012 e il 2011 infatti sono aumentati i contratti giornalieri del 32%, e di circa il 15% quelli settimanali; se si considera l'inizio della crisi, il 2008, i contratti di 24 ore sono aumentati addirittura del 90%, quelli di una settimana hanno registrato una crescita del 30%, del 14,3% fino a 30 giorni, e del 31,3% tra i 5 e i 12 mesi. Non potendoli dunque considerare nel computo delle "vere e proprie assunzioni" il quadro è più che mai a tinte fosche. Le assunzioni a contratto a tempo indeterminato o determinato sono stimate in poco meno di 7.000, e a fronte di questi ingressi si stimano uscite per quasi 11.400 occupati. Sulla base di queste previsioni di flussi è possibile che la provincia chiuda ancora il 2013 con un saldo occupazionale in negativo di 4.400 unità. Nelle ultime settimane sono numerose le aziende che hanno annunciato piani di riassetto aziendali che costeranno il lavoro a molti operai e impiegati: basta pensare all'Europeo, Tecnica Group e Geox, per citare i casi più recenti e i nomi più altisonanti. Ad ogni modo, quelli riportati dalla Camera di Commercio sono i primissimi dati resi disponibili da Unioncamere: entro settembre verrà diffuso il rapporto analitico dei fabbisogni, per settori, professioni e titoli di studio. (s.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA