Volteco, la speranza è il ripescaggio

Adesso è ufficiale quello che il mondo sa da almeno un mese e mezzo: Giulio Toniolatti passa dal Benetton alle Zebre. L'estremo ala della nazionale rappresenta un altro tassello di qualità per la squadra di Celtic League, allenata dai coach trevigiani Cavinato e Casellato . E la franchigia federale nel frattempo ha tesserato anche , per 2 anni, Brendan Leonard, ex mediano di mischia degli All Blacks. E alle Zebre - attenzione - potrebbe finire pure un altro azzurro: Mirco Bergamasco, con un contratto meno oneroso di quanto percepiva Oltralpe. L'ultima speranza, adesso, è il ripescaggio. Un po' perché Paese ha rinunciato formalmente al campionato, come aveva annunciato alcune settimane fa; libera un posto in serie A (e la Volteco Tarvisium è la miglior perdente fra le 4 sconfitte ai playoff); un po' perché altre società sono in difficoltà, e sono a rischio iscrizioni alla prossima stagione; un po' perché la crisi morde, e gli sponsor non hanno più le risorse di un tempo. E la serie A, che la magliette rosse hanno accarezzato invano per una settimana, resta un campionato costosissimo, per le trasferte nelle isole (3) e in Centro Italia (2). Guido Feletti, presidente della Tarvisium, sul possibile ripescaggio da parte della Fir è realista: «Vista la situazione, non lo posso escludere a priori, ma dobbiamo essere franchi, perché quello che ha fatto Paese, sesto in A, deve fare riflettere. Anche nel caso in cui ci fosse la possibilità, e non è affatto detto, bisogna che ne parliamo con lo sponsor, facciamo due conti, ma soprattutto che restiamo con i piedi per terra. La A adesso vedrà due retrocessioni e playout durissimi. Intanto incassiamo il verdetto del campo». A L'Aquila le magliette rosse non sono mai decollate, dopo i 6 punti iniziali di Pizzinato, peraltro non felicissimo in regia nel controllo del campo. «La gara di ritorno è stata l'opposto di gara 1», commenta il giorno dopo, con molta serenità, coach Roberto Favaro, «Il Gran Sasso ha meritato, ha spinto sino alla fine, e ha cercato sempre il bonus delle 4 mete. Abbiamo tenuto in mischia e in touche, ma nel gioco aperto siamo stati poco reattivi, e siamo stati messi sotto. Ho persino pensato che ci fosse l'effetto dell'altura Abbiamo tamponato a lungo, ma alla fine cedi, se devi difendere sempre. Non siamo riusciti mai a risalire, e i loro contrattacchi hanno fatto male». La sterilità offensiva, dopo le 3 mete dell'andata, e la quarta sfiorata più volte? «Onestamente, a parte un'azione di Stoddart, mai stati pericolosi. E nella ripresa non ci siamo più affacciati in attacco ?». Fatale l'inesperienza? «Forse abbiamo accusato la trasferta lunga, o forse non siamo ancora in grado di gestire due partite così delicate nell'arco dei 160 minuti». Ma tutto serve, bisogna fare esperienza». Favaro è confermato, l'estate porterà la promozione extracampo?