«Stop alle ingiurie» Il Colle: su vilipendio Parlamento sovrano

di Natalia Andreani wROMA Un conto è la libertà di critica, che pure ha dei limiti, altro sono le ingiurie (perseguibili a querela in caso di privati cittadini). All'indomani dell'apertura di un'indagine su alcuni simpatizzanti del Movimento 5 Stelle e mentre sul blog di Beppe Grillo appare un post dal titolo "Chi può essere al sicuro da un'eventuale denuncia per una critica al presidente della Repubblica?" - è il capo dello Stato a intervenire, con una nota, sulla questione delle offese all'onore e al prestigio della prima carica istituzionale del Paese. Sul reato di vilipendio previsto dall'articolo 278 del codice penale eventuali contestazioni non spettano che alla magistratura la quale agisce in maniera del tutto indipendente, ha scritto Giorgio Napolitano mettendo in chiaro che il capo dello Stato non ha alcuna possibilità di intervento e «non è chiamato a dare alcun parere - né tantomeno autorizzazione - all'autorità giudiziaria che ritenga di assumere iniziative». Il Quirinale non esercita insomma alcuna pressione sulle procure che decidono spontaneamente di indagare su ipotesi di vilipendio al Capo dello Stato. Ma «resta come problema reale di costume politico e di garanzia democratica quello della capacità di distinguere tra libertà di critica e ciò che non lo è nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori dalla mischia politica e mediatica, specialmente quando si scada in grossolane, ingiuriose falsificazioni dei fatti e delle opinioni», si legge ancora nella nota che riprende affermazioni già fatte da Napolitano nel 2009. «Anche se taluni mostrano di ignorarlo, anche l'eventuale proposta di abrogazione del reato di vilipendio spetta «a chi ha potere di iniziativa legislativa, e dunque non al Capo dello Stato. E «per una decisione su proposte del genere - un tema non nuovo per il Colle - è sovrano il Parlamento», ha ripetuto Napolitano replicando indirettamente alle critiche di Grillo e alla sua richiesta di abolizione del reato di vilipendio «che esiste solo nel nostro paese». Sullo sfondo la vicenda dei 22 internauti indagati dalla procura di Nocera Inferiore per le presunte offese mosse al Presidente in una serie di commenti apparsi nelle scorse settimane sul blog di Grillo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA