«La politica latita i bambini muoiono» Coletto sotto accusa

L'assessore alle politiche sociali del Veneto, Remo Sernagiotto (Pdl, ha dato mandato ai suoi legali di procedere per le vie giudiziarie nei confronti della senatrice Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd, ritenendo ingiuriosi i suoi commenti relativi al commissariamento dell'Ipab di Vicenza, deciso dalla giunta. Filippin aveva definito l'iniziativa «Una vergognosa strumentalizzazione politica, fatta sulla pelle di chi soffre», accusando Sernagiotto di «architettare manovre politiche da cortile» anziché curarsi di far funzionare bene il suo assessorato, dando vero sostegno a disabili e disoccupati». Sul tema, i consiglieri democratici Claudio Sinigaglia e Stefano Fracasso hanno chiesto alla giunta di sospendere il commissariamento, esprimendo dissenso sul metodo di nomina dei commissari. di Filippo Tosatto wVENEZIA «La politica non fa nulla, i bambini muoiono». Parole come pietre quelle dei rappresentanti di Cometa Asmme, l'onlus impegnata sul fronte delle malattie metaboliche ereditarie. Nel corso di un'audizione alla commissione sanità di Palazzo Ferro-Fini, Anna Maria Mazenta e Graziano Bacco hanno denunciato il deterioramento dei servizi di prevenzione e terapia, imputabili anzitutto all'assegna di un centro veneto di diagnosi e cura. Circostanza scandalosa, perché una legge regionale individua Padova come sede operativa ma la concorrenza di Verona - che aspira a questo ruolo, assai redditizio in termini di risorse e know how scientifico - ha indotto l'assessore veronese alla sanità Luca Coletto a tergiversare, rinviando ogni decisione alle valutazioni di un fantomatico "comitato tecnico" del quale - a un anno di distanza - si sono perse le tracce. «Vergogna», incalza l'associazione, che lamenta gli impegni disattesi e si aggrappa ad Alberto Burlina, il medico specialista dell'Azienda ospedaliera padovana che presiede il comitato scientifico di Asmme ed è punto di riferimento dei malati e dei loro familiari. Tra i capitoli dello scandalo spicca la vicenda del macchinario per diagnosi complesse donato dall'associazione a Padova; costa 300 mila euro e consente una screening neonatale metabolico allargato, l'unico percorso capace di salvare piccole vite: ebbene, l'apparecchiatura giace da due anni in magazzino in attesa che la Regione finanzi il laboratorio in grado di accoglierla. Tant'è. Stavolta la commissione ha deciso di battere un colpo ed ha agito all'unanimità, convocando d'urgenza Coletto e il suo improbabile comitato tecnico, ai quali sarà chiesto conto della situazione. C'è di più. Il presidente Leonardo Padrin e il capogruppo del Pdl Dario Bond hanno investito del problema Luca Zaia: «Ci appelliamo al governatore perché trovi una soluzione a favore delle persone affette da malattie metaboliche ereditarie. Su questo fronte ci sono stati dei ritardi inaccettabili, l'assessore Coletto non ha mantenuto gli impegni presi nei mesi scorsi, un comportamento che va censurato». Toni senza precedenti nella maggioranza di centrodestra, che suonano come dichiarazione di sfiducia nei confronti del leghista tosiano a capo della sanità. Quanto alla scelta del polo di riferimento, i pidiellini non hanno dubbi - «La legge individua Padova» - al pari del democratico Claudio Sinigaglia: «L'opzione padovana va difesa fino in fondo, superando così i campanilismi inutili, anzi dannosi». Si vedrà. Altra questione delicata quella che investe le sperimentazioni miste (75% pubblico, 25% privato) nella gestione delle degenze all'ospedale di Motta di Livenza e dei servizi ambulatoriali in quello di Cavarzere. In dieci anni di lavoro hanno dato buoni risultati sia sul piano della qualità che su quello dei costi, in controtendenza rispetto all'esito fallimentare delle analoghe esperienze attuate a Zevio e a Cortina. Ora la volontà è di renderle stabili ma Coletto (impegnato a Roma) ha fatto pervenire un parere ministeriale critico, che limita la presenza delle spa alla fase sperimentale. Sul punto la discussione è stata vivace. Favorevole a trasformare il mix in una soluzione stabile, la maggioranza Lega-Pdl: «È un modello che ha prodotto risultati di eccellenza e che sarà integrato dalla Regione nel sistema socio sanitario», il commento del capogruppo leghista Federico Caner. Adesione convinta anche da Diego Bottacin (Verso Nord) e da Antonino Pipitone dell'Idv. Confusione in casa Pd: al sì di Sinigaglia ha fatto eco l'astensione di Bruno Pigozzo («Le sperimentazioni devono proseguire ma ci riserviamo le necessarie correzioni in aula per evitare contraddizioni con il ministero della Salute») mentre Pietro Marchese e Stefano Fracasso non hanno partecipato al voto. A Padrin l'incarico finale di elaborare un emendamento che aggiri l'ostacolo.