L'arme, gli amori i libri e i tormenti del "prof" Masaccio

di Davide Nordio Spesso è il provvidenziale salvataggio in extremis di documenti destinati ad essere buttati via a rivelare, invece, particolari interessanti in grado di far vedere sotto nuova luce eventi storici e i loro protagonisti. È quanto è accaduto per Primo Visentin, il partigiano noto con il nome di battaglia di "Masaccio": se molto si sa sul suo contributo alla Liberazione, se molte sono le ipotesi sulla sua fine a guerra praticamente finita il 29 aprile 1945 (ucciso dai tedeschi o caduto in una imboscata di altri partigiani?), poco invece si sapeva della sua avventura umana prima della sua esperienza partigiana. In una storia fatta con i se, Masaccio quasi sicuramente sarebbe diventato un protagonista nazionale nel campo della politica o della cultura. Ne è convinto Mario Scapin, 90 anni, amico intimo di Primo Visentin e, sebbene giovanissimo, suo collega nell'insegnamento: ha trascorso con lui le ultime ore di vita di quel 29 aprile prima dell'appuntamento mortale a Loria. È grazie a lui che oggi si può conoscere l'uomo Primo Visentin, oltre che il partigiano Masaccio. «Eravamo nel dopoguerra » racconta, «la famiglia di Primo aveva raccolto in un sacco una gran quantità di scritti e appunti che appartenevano a lui. Probabilmente sarebbero stati buttati, ma per fortuna non è stato così». Il contenuto di quel sacco, salvato da Scapin, è stato utilizzato solo in parte da Gianfranco Corletto, autore nel 1965 del volume "Masaccio e la Resistenza tra il Brenta e il Piave" per descrivere sommariamente chi era Visentin in un lavoro dove per la maggior parte si parlava della sua esperienza partigiana. «Tra quel materiale non c'era niente di utile per la ricostruzione di quel periodo» continua Scapin, «invece si è rivelato comunque un tesoro: vi erano moltissimi appunti e schizzi personali, le bozze della sua tesi di laurea su Giorgione, le lettere alla fidanzata. A me stesso, che lo conoscevo molto bene, Primo Visentin si è rivelato una persona con una rara vastissima cultura, un sapere enciclopedico, curioso di tutto, capace di esprimersi divinamente. Non ho dubbi: se fosse sopravvissuto alla guerra, sarebbe divenuto una personalità di rilievo». Ora queste caratteristiche dell'uomo Primo Visentin possono essere conosciute da tutti. Sulla base del materiale salvato e gelosamente conservato da Scapin, Italo Facchinello ha infatti scritto il libro "Il comandante Masaccio – Storia di un uomo" (Edizioni Del Noce). Il volume sarà presentato questa sera alle 20.45 nella sala municipale di Riese Pio X in occasione della tradizionale commemorazione di Primo Visentin che unisce Riese, e in particolare la frazione di Poggiana dove nacque e dove è sepolto, e Loria, dove venne ucciso.