La riforma liberalizzatrice di Padrin divide le parti sociali

VENEZIA Giornata dedicata alle audizioni delle parti sociali alla commissione sanità dov'è in discussione il progetto di legge del presidente Leonardo Padrin: il testo prevede l'accredito automatico delle imprese di sanità private (che ne abbiano i requisiti) all'erogazione di servizi al sistema pubblico: una riforma liberalizzatrice che porrebbe fine all'oligopolio attuale. Favorevoli al progetto si sono dichiarati i rappresentanti di Confidustria, Aris (ospedali religiosi) e Aiap (ospedali privati); decisamente contrarie invece le associazioni private Anisap e Federlab e anche la Cgil che, in una nota, boccia seccamente la proposta: Ipotizzare oggi, al di fuori di qualsiasi programmazione, una liberalizzazione dei punti-prelievo, anche tenendo conto degli effetti distorsivi che i provvedimenti governativi sui ticket hanno determinato, se da un lato può rimediare alla situazione di quasi monopolio di alcuni grandi gruppi garantendo una maggiore concorrenza, dall'altro rischia di determinare una vera e propria spinta alla esternalizzazione e conseguente privatizzazione di un pezzo importante di sanità pubblica. Sul tavolo della commissione anche il caso del Policlinico San Marco di Mestre dov'è annunciato un taglio di 54 dipendenti, le cui lettere di licenziamento dovrebbero partire lunedì. Il sindacato chiede un intervento diretto delle istituzioni, Padrin - premesso che la commissione non ha alcun potere di intervento diretto sulla gestione del Policlinico - replica che La Regione non è sorda a questa situazione, tant'è che con l'assessore Coletto si stanno cercando delle soluzioni per quanto riguarda l'assorbimento del personale sanitario.