L'archivio di Giuseppe Maffioli ha trovato casa a villa Emo

A ventotto anni dalla sua scomparsa Giuseppe Maffioli (1925-1985) ha trovato una nuova "casa" a villa Emo di Fanzolo di Vedelago. La nobile dimora palladiana, perla del territorio a lui caro della Marca Trevigiana, ospiterà l'Archivio Maffioli. Lo scorso 23 marzo gli eredi del maestro e Mirko Sernagiotto hanno sottoscritto un accordo con Nicola Di Santo, presidente della Fondazione villa Emo onlus che ospiterà il prezioso materiale raccolto dall'attore con il pallino per la gastronomia. L'obiettivo sarà quello di realizzare uno spazio per la valorizzazione e la promozione della figura di Giuseppe Maffioli a livello locale e internazionale. Presto sarà istituito un comitato che curerà il patrimonio acquisito con l'intento di farne un piccolo museo per la collettività. Foto, autografi, epistole con i più grandi protagonisti del cinema e del teatro del Novecento nonché le numerosissime ricette appuntate, rubate e create dal Maffioli, aiuteranno a tracciarne una biografia vivida e inedita. Padre della cucina nazionale, al Maffioli si devono infatti le riflessioni culinarie nella rivista "La cucina italiana" nonché la prima identificazione storica del tiramisù, il dolce al cucchiaio più famoso del mondo, da lui citato per la prima volta nella rivista enogastronomica "Vin Veneto". Ma non solo scrittura, il merito dell'artista sta anche nella curiosità di approfondire il mondo delle tecniche di cottura e di lavorazione degli ingredienti, da cui sono nati dispense, manuali e taccuini di appunti che descrivono il mestiere del cuoco. Epiche anche le sue conduzioni in Rai, la breve rubrica mattutina "Mangiare bene con poca spesa" e l'invenzione del primo festival di cucina organizzato in Italia nel 1951. L'archivio di villa Emo consentirà quindi di conoscere i risvolti più "appetibili" di un'esistenza dedicata alla scoperta della gastronomia come "piacere della vita". All'interno del progetto di rivalutazione della figura di Giuseppe Maffioli è stato scritto il libro "La cucina trevigiana" ed è stato lanciato un appello a tutti coloro che possiedono testimonianze e documentazioni sull'artista, affinché si facciano avanti per metterle a disposizione della collettività. Valentina Calzavara