Poster choc, la polemica investe il mondo vegano

di Laura Canzian Impazzano le polemiche sul poster choc del bimbo fatto a pezzi in una scatola, esibito dall'associazione vegana "Campagne per gli animali" di Monastier e appeso a Pordenone, Torino e a Grosseto. C'è chi lo ritiene parte di una campagna "esagerata", chi la giudica di cattivo gusto e critica addirittura la decisione di pubblicarne le foto sul giornale. Polemiche che stanno facendo il giro dei siti internet e discutere nella pagina Facebook de "la Tribuna di Treviso". I promotori dell'iniziativa,però, tirano dritto. «Quando qualcuno è punto sul vivo reagisce negativamente», dice Adriano Fragano, presidente di "Campagne per gli animali". «Abbiamo dei preconcetti molto radicati. Se noi vediamo un agnello, che è un cucciolo di pecora, ci viene l'acquolina in bocca. Non riusciamo a capire che quelli sono pezzi di esseri senzienti che riescono a provare paura e dolore». Una posizione, questa, ribadita anche dalla trevigiana Luana Martucci, vegana doc: «È sicuramente una campagna forte, ma serve a sensibilizzare sulla sofferenza cui molti animali sono costretti. Questa sofferenza non la vediamo ma c'è e uno spot di questo tipo ci costringe a pensare». Sulla questione interviene anche l'eurodeputato Andrea Zanoni: «Condivido pienamente la campagna e la appoggio. Mi chiedo come mai le continue e quotidiane pubblicità di corpi di animali smembrati e impachettati non provochino lo stesso disgusto. Spero che con questa campagna si scuotano le coscienze e si arrivi a capire che anche gli animali, esseri senzienti, soffrono e provano dolore». Uno stile alimentare, quello dei vegani, che sta prendendo sempre più piede anche nella Marca. Va chiarito che vegetariani e Vegani, pur essendo in quanche modo "parenti stretti", appartengono a due categorie diverse. I primi non mangiano carne, ma grossomodo sono disponibili a cibarsi di alimenti derivati dagli animali, quali latte e uova. I vegani, invece, rifiutano ogni cibo di provenienza animale, come segno di rispetto verso gli altri ospiti del pianeta Terra. Sono comunque in aumento coloro che hanno deciso di eliminare dalla loro dieta, oltre a carne e pesce, anche tutti i derivati della produzione animale come latte, uova, formaggio e miele. A Treviso il gruppo che più si fa portavoce dello stile di vita vegano è quello di "Campagne per gli animali". Del gruppo anche il giornale quadrimestrale "La veganzetta" che tratta di filosofia antispecista, ossia un pensiero che si oppone alla discriminazione degli animali perché non appartengono alla specie umana. Ma in provincia ci sono anche i "Vegani Castellani" con la loro pagina Facebook dedicata e tante persone singole, molte delle quali appartenenti ad associazioni animaliste come la Lac, la Lega anti caccia, o l'Enpa, l'ente per la protezione animali. «Il mondo vegano è molto frastagliato», spiega Fragano. «C'è chi ci si avvicina per motivi nutrizionistici, chi per motivi religiosi e chi per motivi etici come noi. In ogni caso è in continuo aumento». Il gruppo si trova ogni prima domenica del mese alla Casa dei Beni Comuni di via Zermanese. Sempre in questo luogo sono state organizzate serate con proiezioni di video sugli animali e vere e proprie cene in stile vegano che hanno richiamato centinaia di persone. Eventi di questo tipo si sono tenuti anche a Montebelluna. La spesa? «La facciamo come tutti nei vari negozi», continua Fragano. «Tentiamo di fare una spesa critica evitando prodotti animali, testati e quelli delle multinazionali». Esistono però anche esercizi commerciali che propongono prodotti vegani fra i loro banchi come seitan e tofu. Fra questi c'è "La vera terra" di piazza Giustiniani a Treviso: «Proponiamo anche dolci senza latte né uova», dice il titolare Giorgio Scattolin. «I clienti vegani stanno aumentando sempre di più. È una linea di pensiero che sta prendendo piede anche a livello salutistico». Ci sono inoltre alcuni ristoranti che nei loro menù hanno introdotto piatti vegani. Fra questi la pizzeria Boopty e il ristorante Al Bronser di Treviso, l'Amarcord di Riese Pio X, la Casa La Buona Stella e l'osteria Posmon di Montebelluna. «Abbiamo gnocchi con ragù di seitan, lasagne al ragù di soia, tagliolini al farro con carciofi e olive taggiasche», spiega Eleonora Rocco, che nell'osteria "Posmon" si occupa della parte di menù vegano. «Ci piace l'idea di dare la possibilità al cliente di scegliere». MONDO VEGANO E MANIFESTO CHOC: DI' LA TUA WWW.TRIBUNATREVISO.IT