Camillo Olivetti un sogno chiamato fabbrica moderna

di Tommaso Miele "Camillo Olivetti. Alle radici di un sogno". Laura Curino, tra le fondatrici del teatro di narrazione italiano, diretta da Gabriele Vacis, torna questo sabato (dalle ore 21) a Centorizzonti per il secondo appuntamento della rassegna proposta dalla Rete culturale dei Colli Asolani. Ad Altivole, in auditorium, l'artista torinese narrerà a suo modo le origini e la storia di una delle più grandi industrie moderne italiane. L'avventura dell'ingegnere di Ivrea, vero pioniere, inventore e geniale anticonformista che fondò agli inizi del Novecento la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere, prende vita grazie alla maestria di Laura Curino, che racconta così "il suo Camillo". «Essendo torinese, sono stata anche figlia del modello Fiat, un'ombra per certi versi minacciosa che ha sempre coperto la mia città. Quello che voglio raccontare è come, a Ivrea, a pochi chilometri di distanza, si respirasse tutt'altro clima. Dove la disumanizzazione della catena di montaggio era sostituita dalla voglia di inventare, quasi con parsimonioso rispetto, un nuovo modo di fare fabbrica». Ripercorrendo in tal modo l'esperienza imprenditoriale di Olivetti, la Curino apre così la strada per una riflessione sulla storia italiana. Con l'ausilio di biografie, interviste e testi letterari, lo spettacolo scritto a quattro mani dalla Curino e Gabriele Vacis, che ne cura anche la regia, ricostruisce la storia di un uomo di cultura moderna, dotato di elevate capacità tecnico-scientifiche, ma soprattutto molto attento alla dimensione dello sviluppo sociale. L'artista piemontese, poi, riflette sull'essere parte del mondo della cultura italiana d'oggi. «Credo ancora profondamente nelle persone, nonostante ogni giorno capiti qualcosa che tenta di minare la mia fiducia nell'essere umano. L'importante, per ogni uomo e ogni artista, è l'indipendenza intellettuale, slegata da professioni, schiava di dogmi e di qualunque fede. L'arte deve portare al maggior numero possibile di persone i ricordi e i racconti di un essere minuto, come nel mio caso, che sale su un palcoscenico. Bisogna mettere sempre il vestito migliore per parlare alla gente, ma l'importante è saperlo indossare senza sentirlo stringere, senza ballarci dentro». Al termine dello spettacolo previsto un momento conviviale attende pubblico e artisti. I biglietti (13 - 11 euro) sono disponibili agli sportelli del Credito Trevigiano, e in vendita il 23 febbraio alla biblioteca di Altivole (ore 10-12 e 16-21). È disponibile anche uno speciale carnet per cinque spettacoli al costo di 53 euro. Per informazioni e prenotazioni telefoniche: Echidna, tel. 041.412500.