Sgarbi, che jella: è frattura Nazionale-Nitoglia, giallo

Brutta tegola per Alberto Sgarbi, centro del Benetton e della Nazionale: l'infortunio in cui è corso in allenamento dopo il match con la Francia si è rivelato più serio del previsto. Gli esami cui si è sottoposto negli ultimi giorni, disposti dallo staff medico del Benetton, hanno evidenziato una frattura del piroide del perone. I tempi di recupero per Alberto si allungano invitabilmente. Il Sei Nazioni sembra chiuso, per lui, adesso c'è in ballo anche la stagione e il rettilineo finale della Celtic League. Tutto questo in un momento in cui il centro aveva davvero riconquistato il consenso generale: lo stesso ct azzurro, Brunel, ha fatto capire di considerarlo uno degli elementi chiave, lì nel midfield. «Speriamo di no» commenta lui con franchezza «certo i tempi si allungano, adesso dipende tutto dalle terapie, io faccio quello che posso, si deve attendere la calcificazione. Ero in un buon momento, adesso penso solo a curarmi e ....» L'infermeria del Benetton si era appena svuotata. Non ci voleva, per Alberto: contro la Francia è stato uno dei grandi protagonisti del trionfo azzurro, e in difesa semplicemente impeccabile. Tanto che i maligni dicono che a Edimburgo si sia sentita anche la sua mancanza, là in mezzo al campo. E sempre dalla nazionale un'altra storia che investe direttamente Treviso e il Benetton. Ma prima di tutto Ludovico Nitoglia che dopo 17 presenza, fra il 2004 e il 2006, ha rinunciato alla maglia azzurra. Il manager della Nazionale, Luigi Troiani, ha annunciato che il ct Brunel ha contattato Nitoglia per sondare la disponibilità del giocatore a rientrare nel giro azzurro. Un segno di riconoscimento per quello che ha fatto vedere Nitoglia, uno dei pochi trequarti azzurri con la voglia di osare sempre (e questo è perfettamente in linea con la filosofia di Brunel) e in grado di esplorare spazi e varchi nelle difese avversarie che altri non vedono. Ma il diretto interessato risponde con un no comment al cronista, né in Ghirada sono arrivate telefonate. Storia nata è già finita, come dice una celebre canzone? O il sondaggio di Bunel risale all'arrivo in Italia, quando si era segnato il nome del barbuto trequarti sul suo taccuino? Una cosa è certa: Nitoglia è sempre stato poco propenso a parlare, di quello «strappo» con la maglia azzurra cui pure teneva tanto. E conoscendone la sensibilità, deve avere le sue buone ragioni.