Strama su autorete ma è una brutta Inter

Domenica fortunata per il calcio del Nordest, con l'Udinese e il Chievo vincitrici entrambe con un rotondo poker. I bianconeri di Francesco Guidolin tornano alla vittoria a spese del Cagliari dopo più di un mese di digiuno: al Friuli finisce 4-1 e nel tabellino - evento raro - non c'è la firma di Di Natale, ma quelle di Pereyra, Angella, Danilo e Pasquale, anche se lo zampino del capitano c'è in tre delle quattro reti messe a segno. Abbiamo fatto molto bene vincendo con una squadra molto giovane, in campo c'erano ragazzi del '90 e del '91, è il commento soddisfatto di Guidolin, cui fa eco il presidente Gianpaolo Pozzo: Il momento era delicato, ma ora è possibile guardare con più tranquillità al prosieguo del campionato. Note liete, anzi lietissime, anche sul fronte Chievo: a Marassi, contro il Genoa diretto concorrente per la salvezza, i veneti di Corini hanno dilagato con un perentorio 4-2, scandito da una tripletta dell'ex Paloschi e da un gol di Stoian allo scadere. Nella circostanza, Corini ha superato il suo maestro Del Neri: È stata una partita che i ragazzi hanno interpretato molto bene, con coraggio e spirito, giocando una partita importante dal punto di vista della prestazione, eravamo equilibrati e pronti a ripartire con grande efficacia. Una vittoria meritata, sono felice per Paloschi. INTER Dopo due sconfitte e un pareggio, l'Inter aveva bisogno assoluto di tornare a vincere. Contro il Palermo sono arrivati i tre punti ma niente altro, perché, come a Parma lunedì, più dei presenti si sono notati gli assenti, lo squalificato Cassano e Sneijder in castigo per motivi di contratto. Senza fantasia, l'Inter l'ha sfangata solo grazie a un autogol di Garcia che ha impedito a Gasperini di prendersi la rivincita contro la squadra che l'ha esonerato l'anno scorso dopo la fatale quarta sconfitta in cinque partite a Novara. E forse con Miccoli (squalificato) il Palermo avrebbe avuto qualche chance di realizzare l'impresa, perché la difesa si è permessa un solo, decisivo errore, il centrocampo è stato ordinato e Dybala ha creato non pochi problemi all'Inter, ma alla fine il pomeriggio di Handanovic è stato dei più tranquilli. Tira un sospiro di sollievo Stramaccioni, restano quattro i punti di distanza dalla Juventus capolista, ma domenica contro il Napoli servirà ben altro. Chissà se ci sarà Sneijder. Serve buon senso per risolvere la situazione, premette Moratti alla vigilia dell'incontro fra società e giocatore, perplesso davanti all'idea di spalmare il proprio ingaggio. È fuor di dubbio che la fantasia del miglior Sneijder, la sua capacità di puntare l'uomo e attirare raddoppi fa sempre comodo. Meno chiaro è la posizione che può occupare nel sistema di Stramaccioni. La questione era cruciale anche quattordici mesi fa quando a guidare l'Inter c'era Gasperini. L'allenatore del Palermo torna a San Siro, fischiato dai suoi ex tifosi (quelli della Curva Nord dedicano uno striscione ad Arcidiacono, orgoglio degli ultrà), e si ritrova davanti una squadra che nel frattempo ha virato alla difesa a tre (bocciata da Moratti all'epoca) e acquistato il giocatore che gli serviva per completare il tridente, Palacio. Peccato che non sia Palacio, né Milito (in campo stringendo i denti nonostante un problema muscolare) o Coutinho a rovinare la domenica a Gasperini (Era importante fare punti e ci siamo andati vicini. Rimane la consapevolezza di essere più solidi e concreti, non abbiamo avuto fortuna, dirà negli spogliatoi). A differenza degli ultimi incroci fra le due squadre a San Siro non va in scena un festival del gol.La prima svolta di una partita piuttosto noiosa arriva al 19' della ripresa, quando Stramaccioni toglie Milito e Zanetti (standing ovation per lui) per Guarin e Nagatomo. Basta appena ad accelerare il ritmo, per sbloccare la partita serve (29') una palla persa di Morganella, e pasticcio di Garcia che con una scivolata maldestra infila alle spalle di Ujkani (con i primi due nel Novara fatale a Gasperini) il cross di Ranocchia per Nagatomo. Poi c'è tempo solo per l'esordio stagionale di Mariga, e scivola via una vittoria tanto brutta quanto importante per l'Inter. In un momento così in cui non siamo al meglio, come condizione globale, la squadra è piaciuta perché siamo stati continui, abbiamo chiuso il Palermo, anche se ancora una volta siamo calati nel secondo tempo, è il commento di Abdrea Stramaccioni Milito va ringraziato, ha giocato al limite, Palacio sta giocando sempre, in queste condizioni l'Inter ha fatto la partita che doveva perché non abbiamo concesso niente all'avversario. Sul caso Sneijder, l'allenatorenerazzurro - che anche ieri ha scelto i non convocare l'olandese - rivendica il diritto-dovere di compiere le scelte tecniche: Il mio punto di vista? Stiamo attenti a usare la parola mobbing perché se ci sente un lavoratore che guadagna mille euro al mese si potrebbe arrabbiare, su Sneijder non c'è nessuna violenza e nessun abuso, io ho il diritto di scegliere i giocatori che mi servono. Devo mettere in campo la squadra migliore in questo momento ritengo di non convocarlo, lui lo sa, parliamo ogni giorno. Il gradimento del giocatore in altri tempi è stato inequivoco, io devo fare delle scelte, domani si incontra con il club. In generale l'Inter viene prima di tutto, di me e di Sneijder. Non è che il presidente mi ha detto di non farlo giocare, sono grande e vaccinato e prendo le mie decisioni. È ridicolo parlare di mobbing in questa situazione, giuridicamente è sbagliato, basta andarsi a leggere il significato della parola.