Si chiama Pazzaia l'ultimo gioiellino uscito da via Biagi

Coppe dilettanti, in campo stasera due squadre trevigiane. In Coppa Italia di Eccellenza siamo ai quarti di finale: alle 20.30 l'unica squadra della Marca ancora in corsa, l'Ardita Qdp, gioca sul campo di Fonzaso, casa dell'Union Ripa. In Coppa Veneto di Promozione, dove è già virtualmente ai quarti il Portomansuè (6-0 al Cornudacrocetta), c'è Campodarsego-Vedelago. Tutti i match di ritorno il 31 ottobre. Questa ancora ci mancava: il presidente Corvezzo vuole licenziare l'allenatore Maurizi, ma dice che non può, che ci sono resistenze interne e che, al caso, è pronto a dimettersi lui... Ma dove si è mai vista una cosa del genere? Ma vi pensate, fatte le debite proporzioni, un Berlusconi, uno Zamparini, un Preziosi, ma anche un Cestaro o uno Squinzi, che decidono di esonerare il loro allenatore perchè la squadra è ultima (il Treviso lo è virtualmente, vista la penalizzazione dell'Albinoleffe), non ha mai vinto in 7 partite (9 tenendo a conto anche la coppa) ed ha segnato appena 2 gol su azione, e non lo fanno perchè "qualcun altro dice di no"? Ma è o non è il proprietario del Treviso? Oppure qualcuno lo tiene in scacco? Allora Corvezzo dovrebbe avere la correttezza, l'orgoglio e anche la dignità di dire di chi si tratta, di spiegare alla città e ai tifosi che lui in realtà non è il presidente (o lo è solo nominalmente), ma poi dovrebbe fare nomi e cognomi di quei personaggi "occulti" che evidentemente hanno davvero in mano le sorti, economiche e tecniche, del Treviso. (fu. pr.) La Marca si conferma fucina di talenti per il calcio che conta. E il vivaio del Montebelluna è storicamente fra i più "attenzionati" del Veneto. Altri otto ragazzi hanno lasciato quest'estate la "cantera" di via Biagi, raggiungendo club blasonati, dove sperano un domani di vestire l'ambìta casacca della prima squadra. Sulla bocca di tutti Mazzocco ('95) e Rossetto ('96) finiti al Parma, oppure il baby Gallina ('98) approdato alla Fiorentina. Fra i ragazzi più interessanti, c'è adesso pure Nicola Pazzaia, ruolo portiere, classe '96, accasatosi al Brescia (serie B). Gioca con gli allievi nazionali, allenati dall'ex juventino Alessio Tacchinardi. Il suo percorso calcistico si è rivelato una continua conquista: ha iniziato a 7 anni con il Quartiere del Piave (oggi Ardita Qdp, dove fu svezzato un "certo" Samuele Longo), poi il Careni Pievigina, quindi dalla stagione 2011/12 il Montebelluna. Con gli allievi biancocelesti, ha vinto quest'anno il titolo veneto: poi, in estate, è stato aggregato alla prima squadra. Lo seguivano già Spezia e Padova, ma forse il Brescia, che l'ha chiamato in agosto per un provino, potrebbe averlo adocchiato nell'amichevole di fine luglio con la Lazio, quando nel secondo tempo sfoderò due grandi parate sul giovane Alfaro e sul più esperto Candreva. Molti scommettono su di lui: grazie anche all'altro '96 Rossetto, ceduto al club di Ghirardi, il Montebelluna si sta rivelando scuola importante pure per i portieri. Devo ringraziare Gianni Careri, che mi ha dato sempre preziosi consigli. E il mister degli allievi, De Martini, che mi ha aiutato a crescere e credere in me stesso, afferma Pazzaia. Che, con un cognome così, visto lo stereotipo del ruolo, forse solo il portiere poteva fare. Arrivare qui è costato tanti sacrifici a me e ai miei genitori, aggiunge il 16enne di Mosnigo di Moriago, Sono felice, è una sensazione fantastica. Quando si è prospettata questa possibilità, non ci ho pensato due volte: magari all'inizio avevo un po' di paura, visto che mi allontanavo da casa, ma mi sono subito ambientato con i compagni e lo staff. Il mio sogno è la serie A e spero un giorno di riuscire a coronarlo. Il suo idolo è Gigi Buffon, mentre al San Filippo a prendersi cura di lui è Alfredo Magni, già preparatore di Frey alla Fiorentina. (ma. to.)