Natalino Cadamuro l'arbitr...issimo "ovale" con un solo rammarico

Il rugby a Treviso ha da tempo assunto una dimensione internazionale che lo mette costantemente a confronto non solo con gli avversari ma anche con gli arbitri stranieri. Andando a ritroso nel tempo non possiamo non ricordare tra i direttori di gara più bravi in Italia Natalino Cadamuro, fondatore della Tarvisium e poi primo trevigiano arbitro a sfondare. Nato nel '45 a Spresiano, ha esordito in serie A nel 1974, mostrando subito doti non comuni, soprattutto, in quanto tecnico, grande temperamento, polso fermo e capacità nell'interpretare il gioco. In serie A ha diretto 230 incontri, senza peraltro poter dirigere, in quanto trevigiano, una meritatissima finale scudetto. Ha smesso nel maggio 1992. Arbitrando più di 25 partite all'estero (all'epoca erano molte). Oggi appassionato sommellier, dirige un avviato B&B ad Orvieto, ma torna volentieri nella Marca. Come vede il rugby trevigiano dei giorni d'oggi? Con la dovuta stima. Dal Lazio la pallaovale trevigiana è vista con invidia, ovviamente, perché da quelle parti strutture e società sono quelle che sono. Un giudizio d'assieme sul rugby italiano: Sta migliorando. Di italiani in nazionale ce ne sono però troppo pochi. L'avvento sullo scenario rugbistico delle franchigie ha stravolto il panorama. Chi vince il campionato in Italia oggi non è paradossalmente la prima squadra davvero.... Ai vertici il business ha preso forse il posto di fatti più agonistici ed emotivi di un tempo. Nel suocuore c'è un pezzo di Tarvisium. Non potrebbe essere diversamente. Un laboratorio umano e sportivo formidabile. Con Guido Felletti, il presidente, e gli altri mi sento spesso. Mi raccontano delle partite, dei terzi tempi. Ho vissuto con grande piacere la convocazione di Esposito in Nazionale. Come mi fa piacere che Claudio, il figlio di Sergio Blessano, sia ottimo arbitro entrato per meriti nel panel internazionale. E' possibile un paragone tra i suoi arbitraggi e quelli dei giorni d'oggi? Non direi. Le esperienze dei miei anni erano meno importanti. Ho vissuto un'epoca di transito dal naif a qualcosa di più strutturato. Ai miei tempi andava bene così... Il rammarico più grosso per me resta non aver mai arbitrato una finale nazionale giovanile. Non potendo arbitrare le finalissime dello scudetto, perché di mezzo c'era sempre la Benetton, ci contavo. Anche se ricordo con piacere di aver arbitrato, incredibile, un Benetton-Tarvisium. Prando Prandi