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«Così non potremo riaprire le scuole»

VERONA A partire dal prossimo autunno, apertura delle scuole superiori a rischio in tutto il Veneto (e non solo a sentire il presidente nazionale dell’Upi). E dal prossimo inverno, le strade sotto la neve nei principali centri di montagna non saranno spazzate. I presidenti delle Province giocano pesante con il governo e mettono in chiaro una cosa: con i tagli decisi dall’esecutivo tecnico «non saremo in grado di dare risposte e servizi ai cittadini: questo è bene che si sappia». E le competenze più evidenti sono proprio quelle legate alla manutenzione degli edifici scolastici di secondo grado superiore e le migliaia di chilometri di strade di competenza provinciale, spesso arrampicate in paesi di montagna dove giocoforza Veneto Strade non arriva. Insomma, parte da Verona una guerra aperta al governo centrale. «Sono d’accordo su ogni decisione che prendiamo – sibila Leonardo Muraro, il più determinato – disposto anche a fare qualche azione border line». Come ha fatto da presidente di Treviso, impugnando la Finanziaria del governo Monti che tagliava i trasferimenti alle Province (vincendo davanti al Tar). E se Barbara Degani anticipa tutti (ha già dato lo sfratto alle amministrazioni dello Stato perché vuole rinegoziare i contratti), Tiziana Virgili, presidente di Rovigo, appare ottimista: «Sono convinta che questo decreto sia del tutto illegittimo e troveremo ragione nelle sedi opportune. Queste decisioni calate dall’alta violano il principio dell’autogoverno e sono assolutamente ingiustificate. Chi ha deciso che le province devono avere 350 mila abitanti? E in base a quale criterio? Il governo non può decidere, di punto in bianco, sopra le nostre teste». «Ma siamo proprio sicuri che questo riordino comporti dei risparmi di spesa?» incalza la presidente della Provincia di Padova, Barbara Degani. «Il Veneto ha fatto molti risparmi, anche in tema di provincia: ad esempio non ha mai costituito la provincia di Bassano del Grappa. E adesso ci vengono a dire che siamo uguali a tutti gli altri? Non ci stiamo, non è così che si mette mano alla revisione di spesa né agli assetti istituzionali». «Mi auguro che il Governo torni davvero sui suoi passi – aggiunge Francesca Zaccariotto, presidente di Venezia - perché con questi nuovi tagli previsti dalla spending review non si colpiscono le Province, ma i servizi ai cittadini. Le manutenzioni nelle scuole superiori del Veneziano per il prossimo anno sono sicuramente destinate a saltare, perché non ci sono i fondi. Non mi sento di dire in questo momento che è a rischio l'apertura del nuovo anno scolastico nelle scuole della provincia di Venezia, perché faremo di tutto per evitarlo, ma certo il problema esiste e il rischio è concreto». Venezia “paga” i tagli con 4 milioni di euro, che andranno a colpire proprio le manutenzioni scolastiche. «Il problema non è risolvibile passando le competenze sulle scuole ai Comuni, se non vengono trasferite anche le risorse necessarie - spiega ancora Zaccariotto -. Io sono anche sindaco di San Donà, ma non voglio, senza risorse aggiuntive, le competenze sugli istituti scolastici superiori della mia zona, perché qui affluiscono anche studenti di Jesolo, Cavallino, Ceggia». (d.f. ed e.t.)