Confidi, Pozza demolisce Sbalchiero

di Alessandro Zago I presidenti di tutte le associazioni di categoria della Marca trevigiana hanno lanciato un accorato sos a Zaia sottoscrivendo un documento ufficiale che dice: con l'azzeramento dei contributi ai Confidi, migliaia di piccoli imprenditori oggi non possono più accedere al credito agevolato per sopravvivere. E infatti c'è chi è costretto a licenziare, a chiudere bottega. E c'è chi si ammazza, per un mancato prestito di 20 mila euro. Questo dicevamo. Ma invece di darci una risposta il governatore Zaia manda avanti il suo ufficio stampa, il signor Sbalchiero, in un goffo quanto strumentale tentativo di sminuire, personalizzandola in uno scontro tra me e lui, una questione così vitale. Mario Pozza, presidente provinciale della Confartigianato, non accetta il miserabile tentativo di svilire il nodo Confidi in una presunta acredine del sottoscritto per non essere stato eletto presidente regionale Confartigianato. E infatti parlano i nomi: presidenti e direttori trevigiani di Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti, Cna, Casartigiani, Cia, Confagricoltura, Confcooperative, Confesercenti e Copagri hanno sottoscritto compatti una lettera rivolta a Zaia perché torni a dare ossigeno ai consorzi fidi territoriali. A livello regionale però, soprattutto il presidente veneto della Confartigianato Giuseppe Sbalchiero, ha stroncato l'iniziativa: È un attacco strumentale alla Regione, forse c'è qualcuno che rivendica ruoli, ma ricordo che è stato Pozza un anno fa a chiedermi di fare il presidente regionale. E Pozza, tirato per la giacchetta, piazza il carico da novanta: Sbalchiero chi? Quel signore seduto nel cda della banca italo-romena? Quel signore che ha l'auto di rappresentanza, 45 mila euro, pagata dall'associazione? Quel signore che, novello Berlusconi di Costabissara, piazza solo vicentini nei posti di comando per tenere tutto sotto controllo? Quel signore che si permette di leggere una preghiera di suffragio per gli imprenditori suicidi, una sceneggiata vista sabato l'altro nella cattedrale di Aquileia, ma poi boicotta i Confidi, che evitano i suicidi, solo per far piacere a Zaia? Sono cose dell'altro mondo, incalza Pozza, Nella Marca tutte le associazioni di categoria, dei più diversi orientamenti politici, solo Unindustria esclusa, denunciano i tagli regionali al credito ma Sbalchiero e pochissimi altri, evidentemente troppo impegnati a passare da una cena all'altra, confondono le cose. Prendiamo atto che Sbalchiero è l'ufficio stampa di Zaia. Si tenga pure lo scranno regionale, a me non interessa nulla: a me interessano solo gli interessi degli artigiani trevigiani che non ce la fanno più. Un Pozza indignato. Che ribadisce: è stato un errore madornale togliere i fondi regionali destinati ai Confidi per concentrarli tutti in Veneto Sviluppo, la finanziaria regionale tagliata su misura per i pesci grandi, non per il microcredito. E infatti Unindustria non è con noi, incalza Pozza, Cosa grave ma, in fondo, dal loro punto di vista anche comprensibile. Per nulla comprensibile è invece la posizione di Sbalchiero. Mi chiedo: chi sta rappresentando? Certo non gli artigiani. E comunque, nei confronti di tutti gli altri presidenti di categoria, è offensivo che riduca questa battaglia a mie presunte svanite ambizioni per il regionale. Si vergogni. Ma credo che la verità sia sotto gli occhi di tutti: basterebbe la valanga di sms che sto ricevendo.