ARCHIVIO la tribuna di Treviso dal 2003

Addio al sogno di un accordo tra le ex municipalizzate

PADOVA Svanito il sogno della grande multiutility del Nordest, Acegas-Aps cambia rotta e punta dritta su Bologna. Dieci anni dopo la storia si ripete perché già nel 2002 l’allora presidente Aps Francesco Giacomin aveva lavorato su due opzioni: fusione alla pari con Acegas di Trieste e fusione per incorporazione con il colosso bolognese Hera, polo aggregante delle multiutilities emiliane, con progetti di allargamento verso il Veneto. I dossier degli advisor furono esaminati molto attentamente ma a decidere fu, come sempre nelle società pubbliche, la politica: la giunta di centrodestra di Padova, allora guidata dal sindaco Giustina Destro, decise di siglare il patto con la maggioranza omologa del comune di Trieste. Un’operazione di ingegneria finanziaria che portò a un equilibrio quasi perfetto: scissione da parte di Aps degli asset operativi e la contestuale loro incorporazione in Acegas con la nascita di Acegas–Aps, nuova società quotata in Borsa a Milano il 19 dicembre 2003. Un patto siglato nel Cda della Holding di controllo che ha conservato il 68 per cento delle azioni, con il rimanente 32% nelle mani del mercato con il gruppo Benetton, le Generali e Intesa-San Paolo tra i soci rilevanti. Ora le quote dei Comuni si sono leggermente ridotte. Trieste, con il 50,1% della Holding, ha sempre designato il presidente mentre Padova con il 49,9% ha espresso l’amminitratore delegato: dopo Francesco Giacomin, in cabina di regia oggi c’è Cesare Pollon, che con il sindaco Flavio Zanonato ha cercato nuovi partner per allargare l’area del business prima in Veneto e Friuli e poi verso l’Emilia e la Lombardia, per seguire il modello della milanese A2A. Ora si punta dritti su Bologna: cosa arriverà dal matrimonio con Hera? Le trattative per i concambi sono appena avviate. Nel 2003, Acegas-Trieste versò ad Aps un «tesoro» di 60 milioni di euro, che il Comune girò ad Aps Holding: anche grazie a questi soldi, il tram ora circola dall’Arcella alla Guizza e Padova è una delle città europee più moderne nel trasporto pubblico. L’altro investimento rilevante riguarda lo smaltimento dei rifiuti: la terza linea dell’inceneritore di San Lazzaro ha fatto del ramo-ambiente di Acegas-Aps un vero comperitor internazionale. Una scelta che affonda le sue radici nel modello tedesco, dove ogni città brucia i propri rifiuti senza discariche. (al.sal.)