In quattro mesi 470mila cassintegrati

di Vindice Lecis wROMA Sono 470mila i lavoratori che da gennaio sono stati collocati in cassa integrazione a zero ore e che hanno subìto un taglio nel salario complessivamente di 1,2 miliardi di euro. Vale a dire 2600 euro per singolo lavoratore. I dati allarmanti sul primo quadrimestre sono stati diffusi dall'Osservatorio cig della Cgil che ha registrato oltre 322 milioni di ore di cassa autorizzate, con un trend che arriverà - come è accaduto lo scorso anno - al miliardo di ore entro il 2012. «Si continua a registare costantemente uno stillicidio di dati negativi - ha commentato Elena Lattuada della segreteria nazionale Cgil - che indicano uno stato di profondissima crisi e di inesorabile declino del settore industriale. Una deriva sempre più insostenibile: senza ripresa questi dati peggioreranno tirandosi dietro disoccupazione e desertificazione industriale». Il dato del quadrimestre è pressochè uguale a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. La richiesta di cig è sopra la media degli ultimi dodici mesi: le ore richieste azzerano - ha spiegato l'Osservatorio - dall'inizio dell'anno 470mila posizioni di lavoro «ma coinvolgono mediamente 940mila persone». Nel dettaglio: 101 milioni di ore di cig ordinaria (+26,54%), 110,8 milioni di cig straordinaria (-18,6%), 110,9 milioni di cig in deroga (+3,79%). Il ricorso agli ammortizzatori sociali riguarda praticamente tutti i settori produttivi. In testa c'è il commercio (+39,9 milioni), seguito dal comparto meccanico pur calando del 31,8%. E' la Lombardia la regione che risulta maggiomente coinvolta con 110.706 lavoratori in cig. Il Piemonte segue con 55.845 persone, il Lazio con 43.324. Nel Mezzogiorno è avanti la Puglia. Il dato della cig si salda con le drammatiche notizie dal fronte dell'occupazione. Tra le tante vertenze aperte quella di Termini Imerese dove 2200 lavoratori dell'ex stabilimento Fiat attendono la ripresa del lavoro col progetto, fermo, della dr Motor. I sindacati annunciano azioni eclatanti. Ad Acerra 230 lavoratori della Simmi hanno trascorso la notte sul tetto dello stabilimento rivendicando le commesse dell'AnsaldoBreda e sono disposti a portare avanti la produzione da soli: hanno infatti già costituito una srl. A Ercolano 6 operai di una disciolta cooperativa hanno trascorso la loro seconda notte sulla bocca del Vesuvio. Il bollettino della crisi dell'ultima settimana è pesante. In Sardegna i casi dei poli industriali di Porto Torres e di Portovesme. Incertezze sul futuro dell'ex Iveco di Valle Ufita; la Novaol di Livorno è verso la chiusura mentre si temono esuberi all'Ilva di Genova. A None l'Indesit ha deciso di chiudere la fabbrica mentre è in liquidazione la Richard Ginori di Sesto Fiorentino. Dichiarati 588 esuberi alla Nokia. In mille attendono risposte per il futuro della Selex di Firenze. ©RIPRODUZIONE RISERVATA