Bjorn Larsson «Così il libro giallo ha ucciso il poeta»

«Non sarà una conversazione solo sul mio romanzo o sul giallo svedese, ma anche sulla bella letteratura che si chiama poesia». Parla un ottimo italiano, anche grazie alla fidanzata salentina, lo scrittore svedese Bjorn Larsson, che domani sarà alla Lovat di Villorba alle 18.30 per presentare il suo ultimo lavoro I poeti morti non scrivono gialli (Iperborea, 2011). «Scrivo gialli, è vero - sottolinea l'autore - ma grazie al successo mondiale che sta ottenendo il giallo svedese, la gente che si avvicina per parlarmi pensa che la trama dei romanzi sia quella che è in realtà la cronaca quotidiana della Svezia. Non è così. E' un'immagine falsata». Dell'Italia e della sua letteratura, Larsson è un ottimo conoscitore. «Questo non accade, per esempio, nei romanzi di Camilleri, dove Montalbano e l'ambiente in cui muove sono descritti con una dose di distaccata ironia, il che rende tutto finzione, non aderente alla realtà». Docente di letteratura francese, Larsson conosce molto bene l'inglese e lo spagnolo, il che gli ha permesso di iniziare a imparare l'italiano già dal 2003. «Ho scoperto la letteratura italiana con Calvino, Moravia, Pirandello, Primo Levi. Se questo è un uomo è un libro che mi ha molto affascinato, indispensabile per la lettura». Anche perché il giallista da anni è membro in Italia del premio Gregor von Rizzori di Firenze, che premia libri di autori internazionali che stampano le loro opere in italiano. Domani tanti appassionati si ritroveranno alla Lovat per sentir parlare del suo giallo, tutto particolare. «Il mio romanzo è proprio incentrato sul fatto che il giallo ha ucciso un poeta. Più che della trama in sé, vorrei parlare di come è stata costruita la storia del libro, del cantiere che c'è dietro, di come è stato realizzato. Parlerò anche di altri miei lavori e, soprattutto, di una cosa di cui si parla poco, la poesia e la sua letteratura. Lieta Zanatta