La Cisl: prioritarie fusioni e sinergie fra piccoli comuni

Cura dimagrante per i comuni. A chiederlo sono in primis i sindacati trevigiani che ieri hanno incontrato sindaci e assessori trevigiani nella sede dell'associazione dei comuni (Anci). «Servono immediate sinergie tra comuni – è l'idea del segretario della Cisl Franco Lorenzon - la crisi comporta un salto di qualità molto forte. Le amministrazioni comunali la stanno pagando care con un aumento della domanda di servizi e una riduzione delle risorse. Dobbiamo trovare il modo di dare più risposte a chi ha meno, come cassintegrati e pensionati, per questo siamo venuti a parlare all'Anci». Anche se difficile da applicare, l'unica soluzione a portata di mano sembra essere l'aggregazione tra amministrazioni sia per quanto riguarda le strutture che i servizi. «Si tratta di una priorità – puntualizza Lorenzon - non possiamo più sostenere il peso attuale. Abbiamo chiesto poi ai sindaci maggiore attenzione alle tariffe, che dovrebbero essere regolate introducendo il sistema dell'Isee, che permette di dare di più a chi ha di meno». La strada è peraltro spianata dalle recenti norme di legge, che prevedono l'obbligo di gestire in maniera associata i servizi comunali per i comuni sotto i 5 mila abitanti. «Mancano due anni al via – dice Giacomo Vendrame, della segreteria Cgil di Treviso - le sei funzioni principali dei comuni dovranno essere accorpate. Vale a dire il 90% del loro bilancio. Bisogna creare quindi i presupposti migliori per avviare la riforma migliori superando tutte le resistenze». «E' una buona occasione per parlare di azioni concrete per essere meno pesanti, dal punto di vista fiscale, verso i nostri cittadini – è il commento di Raffaella Da Ros, sindaco di Breda – L'Imu, la nuova Ici , sarà infatti pesantissima. A Breda sarà il doppio della vecchia Ici e il 50% dell'introito dovremo trasferirlo allo Stato, con gravi ripercussioni sul bilancio».(e.l.t.)