Il Treviso piange Magistrelli piede buono e poi mister

Il Treviso piange Luciano Magistrelli, una delle sue grandi bandiere. E' stato trovato senza vita ieri mattina nella sua abitazione di Bergamo, stroncato da un attacco di cuore. Aveva 73 anni, senza figli: la moglie era scomparsa 15 anni fa. Nato a Bareggio (Milano) il 14 febbraio 1938, cresciuto nel Milan e poi ceduto giovanissimo nel 1957 al Treviso in serie D, restò sino al '59, segnando complessivamente 9 reti in 66 presenze. Quindi giocò con Triestina, Atalanta e Alessandria, per poi tornare a Treviso, dal 1968 al '71: in 68 presenze, tutte in C, mise a segno 16 gol. In carriera ha totalizzato 125 presenze e 14 reti in A e 61+10 in B. Esordì con la Nazionale Olimpica il 16 giugno 1960 in un'amichevole a Catania, perso 3-1 con la Turchia. Ai suoi tempi era definito mezzala avanzata, giocava dietro le punte ma, grazie a classe ed eleganza, unite a due piedi molto buoni, non disdegnava il tiro. Intraprese la carriera di allenatore, conclusa nel 1990, partendo dalle giovanili dell'Atalanta per poi approdare al Treviso: nel '70 da giocatore-allenatore rimpiazzò Massei, nel '72 fu esonerato per Piero Bortoletto, poi curò il vivaio. Quindi Verbania, Virescit Boccaleone e Spal. «Il Magi me lo ricordo bene - racconta Leandro Casagrande, ex portiere, oggi segretario generale del Treviso - Con lui giocai nel '68-'69, fu portato da Gigi Radice: era il capitano, bel giocatore, gran visione di gioco. E ragazzo eccezionale, non negava mai un aiuto. Lo riabbracciai per l'ultima volta a giugno, alla festa biancoceleste: tanti ex vennero soprattutto perché c'era lui».(si. fo.)