Btp, la Confcommercio acquista in massa Rubinato: no, aboliamo i vitalizi ai politici

Confcommercio aderisce alla proposta-appello di Bepi Covre, e sulla scia del dirigente toscano Giuliano Melani, che per primo ha avuto l'idea, si attiva in massa per acquistare i Btp e salvare l'Italia dalla voragine del debito pubblico. «Serve uno scatto d'orgoglio – dicono i vertici dell'associazione – Finché c'è la capacità di reagire c'è speranza: è il segnale che dobbiamo dare, soprattutto ai giovani». La ConfCommercio trevigiana, presieduta da Guido Pomini, è stata in prima linea. «Una strada fondamentale per dare segnali concreti alle nostre imprese e alla società intera - ha detto Pomini - Le nostre imprese hanno dato molto e stanno reggendo alla crisi peggiore dal dopoguerra ad oggi». Sulla questione va invece Controcorrente Simonetta Rubinato, deputata del Pd: Più che comprare Btp, sarebbe molto più utile l'immediata abolizione dei vitalizi ai politici, privilegi che non hanno più senso»- scrive in una nota. di Enrico Lorenzo Tidona Torna il pessimismo tra gli imprenditori dell Marca. L'export tiene, ma non basta a riportare la fiducia sul mercato, che affossa ordini e fatturato a livello aggregato tra giugno e settembre. «I giudizi previsionali rilasciati dagli imprenditori trevigiani a metà anno avevano visto giusto – commenta Nicola Tognana, presidente della Camera di Commercio - il quadro che emerge dal monitoraggio congiunturale sul manifatturiero nel terzo trimestre 2011 è di peggioramento su tutti i fronti. Sia per i dati di consuntivo, sia per le attese». Il report, che ha coinvolto 562 imprese con 23.773 addetti in provincia, riabbassa ancora una volta l'asticella della crescita al netto della pausa estiva, che ha solo in parte amplificato il calo degli indici. «Per la produzione si registra un -3,8%; nella raccolta ordini, un -4,7% sul fronte della domanda interna, e un -2,4% nella domanda estera – sono i dati snocciolati da Tognana - Ma è dalle variazioni tendenziali annue, tutte già posizionate attorno alla stazionarietà, che si evince l'esaurimento delle spinte che finora avevano sostenuto il ciclo economico. Fa eccezione, ancora una volta, il fatturato estero, che riesce a chiudere il trimestre con una variazione tendenziale annua del +3,3%. Ed è su quest'unica variabile che si guarda con cauta fiducia per il prossimo trimestre, rispetto agli altri indicatori, tutti interessati da un deterioramento delle prospettive». Dopo diversi passi avanti registrati nei trimestri precedenti, l'economia della Marca subisce una pesante battuta d'arresto. L'analisi per settori ribadisce il ruolo trainante dell'industria dei macchinari (+8,5%) e della carpenteria metallica (+2,6%), nocciolo duro della manifattura trevigiana e riferimento dei mercati esteri. Buoni risultati anche per l'alimentare (+4,6%) e per la componente più internazionalizzata del tessile- abbigliamento. Maglia nera, ancora una volta, per il legno-arredo: valori negativi su tutti gli indicatori, sul breve e sul lungo periodo. La frenata della produzione è testimoniata anche dal grado di utilizzo degli impianti: indice 75,5 a giugno, 72,9 a settembre. Mancano poi i segnali positivi sul fronte dell'occupazione: -0,2% rispetto al trimestre precedente. Nessun riscontro confortante nemmeno all'orizzonte della produzione assicurato dagli ordini acquisiti: ;rimane pressoché invariato, rispetto al trimestre precedente, ad un periodo di 45 giorni. A sostenere il (minimo) risultato positivo su base annuale è ancora una volta il contributo del fatturato estero che comunque accusa una brusca frenata – dopo due trimestri consecutivi al 7% tendenziale – ma riesce a mantenere entrambe le variazioni su valori positivi: +1,4% rispetto a giugno 2011 e +3,3% rispetto a settembre 2010. Negative le attese degli imprenditori per i prossimi mesi. I saldi tra giudizi positivi e negativi sono nettamente sbilanciati per i secondi. Unica eccezione la domanda estera: ma qui ottimisti e pessimisti «pareggiano».