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Equità e crescita, le linee Pd


 ROMA. Ci sono il criterio guida, più equità ed efficenza, e i capitoli d’intervento. Nella contromanovra targata Pd, che approderà sotto forma di emendamenti alla commissione Bilancio del Senato, e che oggi sarà presentata nei dettagli, sono sette i punti chiave. E due le novità: la reintroduzione del reato di falso in bilancio e lo stralcio della riforma del mercato del lavoro. Nessuna deroga all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. «Chiediamo di ripartire dall’accordo del giugno scorso tra Confindustria e sindacati sui contratti e sulla rappresentanza», sottolinea il responsabile economia e lavoro del Pd, Stefano Fassina.
 Sul giudizio negativo al piano d’emergenza del governo le opposizioni concordano, ma dividono le controproposte. Il solco sono le pensioni. «Non si possono usare per chiudere il buco del giorno, ci sono altri posti dove prendere i soldi», dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Per il Terzo polo, invece, ci sono gli spazi per un intervento che sposti in avanti l’età di collocamento a riposo. Al punto che l’Udc apre a Berlusconi se sceglierà di respingere il «ricatto» della Lega, che sul tema dice «no». L’incontro potrebbe essere l’anticipo di un anno di quota 97, prevista dalla riforma Damiano.
 Punti in comune e importanti differenze. Molte delle proposte Pd sono già note. In chiave di un’accellerazione nella lotta all’evasione fiscale viene proposta la tracciabilità dei pagamenti sopra i mille euro, mentre il governo fissa la soglia a 2.500. Inoltre, l’obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori e la descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo.
 Al centro delle liberalizzazioni per i Democratici: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, Rc auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam e rete gas, servizi pubblici locali. Tra gli emendamenti anche lo stralcio dalla manovra delle norme relative ai piccoli Comuni e alle Province. Lo anticipa la segreteria piemontese del Pd che suggerisce di affrontare il problema «di una riorganizzazione del sistema istituzionale» in sede di riforma della Carta delle autonomie, che è ferma da due anni in Parlamento.
 Nella lista degli emendamenti alla manovra anticrisi il Pd propone anche il dimezzamento del numero dei parlamentari e la dismissione di immobili pubblici, un piano quinquennale di vendite, per un obiettivo di 25 miliardi. Via dalla Finanziaria di Ferragosto anche il contributo di solidarietà, per i redditi superiori a 90mila euro, che l’Udc vorrebbe invece rimodulare introducendo il criterio del quoziente familiare.
 Dentro alla ricetta per uscire dall’emergenza il Pd mette anche l’una tantum sui capitali esportati illegalmente e scudati, con un aliquota al 20% potrebbe fruttare circa 15 miliardi. E sul fronte immobili un’imposta progressiva, con larghe esenzioni, che inglobi quella comunale unica sugli immobili.
 Cinque i punti principali nelle proposte alternative del Terzo polo: tagli sui capitoli della spesa per acquisti di beni e servizi e per erogazioni e “fondi perduti”, dai cui proventi per riequilibrare in modo selettivo carichi fiscali per le famiglie e le imprese; intervento immediato sulle pensioni di anzianità; pacchetto di misure di liberalizzazione, a partire dai servizi pubblici locali; piano di incentivo per il lavoro e l’impresa per i giovani; soppressione delle Province.
 

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- Manolo Morandini