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Berlusconi perde, riparte la sinistra


 ROMA. Duro colpo per Silvio Berlusconi nel cuore del suo regno. Capolista per il Pdl, comizi a profusione, show, polemiche in prima persona, attacchi di ogni ordine e grado. Risultato: a Milano è in netto vantaggio il candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia (47,99), mentre Letizia Moratti (41,59), sindaco uscente, vincitrice al primo turno nel 2006 con il 52 per cento, è costretta a rincorrere e a giocarsi tutto in un ballottaggio ad alto rischio.
 Torino va a Piero Fassino al primo colpo (56,88 contro il 27,04 di Coppola, Pdl). Bologna, a scrutinio non ultimato, ha Virginio Merola sindaco al primo turno (50,71) con il leghista Manes Bernardini al 30,20. A Napoli invece il berlusconiano Lettieri si ferma al 38,25, ma la sorpresa è Luigi de Magistris (Idv), 26,86, che “brucia” Morcone, del Pd, fermo al 20,14. Nel Nord il Pdl perde voti (un terzo) in 14 capoluoghi, si salva a Novara. Anche la Lega arretra in 14 città, meno Bologna.
 Disfatta del Pdl. La sconfitta bruciante del Cavaliere assume i tratti di un distacco profondo un po’ ovunque. A Torino venticinque e passa punti dal vincitore al primo turno, Piero Fassino. A Bologna più di trenta. A Napoli, nonostante l’autostrada del disastro rifiuti della giunta di centrosinistra, il candidato Pdl non arriva al 40. Il Pdl perde anche a Olbia (candidato uno dei medici personali del Cavaliere). Va bene invece al Sud (conquista Campobasso ed è in vantaggio a Catanzaro e Reggio Calabria), dove si temeva un riflusso anti-leghista.
 Uno smottamento pesante per il Cavaliere. A Milano, rispetto alle politiche 2008, il Pdl perde più di 7 punti, 12 a confronto delle comunali 2006. A Bologna si attesta intorno al 16, 18 a Torino.
 Il Pd riprende vita. Bersani voleva due vittorie al primo turno (Bologna e Torino) e due ballottaggi (Milano e Napoli). Indovinato, eccetto che a Napoli il ballottaggio va all’Idv. Ma in generale appare un partito solido, che riesce ad avanzare dove si presenta con volti affidabili (Fassino) o spostati a sinistra (quel Pisapia che alle primarie sconfisse il candidato di Bersani). E vince anche in una città come Bologna che viene da un sindaco di centrosinistra travolto da uno scandalo. Grosso risultato anche a Cagliari, da tempo di centrodestra, dove il candidato di sinistra sfiora il 50 per cento. Come voti di lista il Pd non ottiene sfondamenti al Nord. Ma mai come questa volta riesce a cambiare trend. Però ora ha il problema di una vitalità a sinistra e di un rapporto irto di incognite con il Terzo polo.
 Il problema della Lega. Aver seguito sempre Berlusconi è costato caro alla Lega Nord. I tam tam riferiscono di un Bossi “nero”. A Milano perde due punti e mezzo. Intorno al 6 sia a Torino che a Trieste. Insomma niente di buono al Nord, nelle grandi città, anche se conferma il suo stato di salute a Treviso (31). Ma soprattutto ora si interrogherà sull’alleanza con un Berlusconi perdente.
 Il flop del Terzo polo. Nonostante il gran battagliare nel “Palazzo”, il polo centrista di Fini, Casini e Rutelli non regge la prova elettorale. Sul 5 per cento a Torino, idem a Bologna (dove arriva quarto dopo i “grillini”) e a Milano, mentre a Napoli si sospinge al 9 per cento. Ovunque sostanzialmente irrilevante, salvo un parolina che potrebbe dire per i ballottaggi di Milano e Napoli. Il progetto comunque non attira voti, neanche davanti a una débacle del Pdl.
 Beppe Grillo avanza. Il successo del Movimento Cinque Stelle si conferma un po’ ovunque. A Bologna la performance migliore, con un 10 per cento che significa il doppio del Terzo polo di Fini e Casini. A Torino il 5, a Milano poco meno del 4. Ma dà segnali di vitalità anche ad Arezzo (6,4), trieste (6,1), Ravenna (8,8), Novara (6,3), mentre a Napoli non va oltre l’1,7.
 La spinta dell’Idv. Il partito di Antonio Di Pietro si mostra in buona salute ovunque, non solo al Sud. E ottiene un risultato clamoroso con Luigi de Magistris a Napoli, uno dei suoi esponenti di spicco, uomo che viene da inchieste scottanti sugli intrecci tra malavita e politica. Di Pietro legge i risultati e arriva alla conclusione che l’alleanza Pd-Idv-Sel (il movimento guidato da Nichi Vendola) può preparare un governo di alternativa.
Vendola ottimista. «Il vento sta cambiando in Italia, si è aperto un varco nel berlusconismo», dice il governatore della Puglia. «L’Italia manda a dire tutto il proprio disagio e l’insopportabilità della politica berlusconiana». Sinistra, Ecologia e Libertà mantiene la sua consistenza nell’area di sinistra in quasi tutte le realtà. A Bologna ottiene poco meno del 10 per cento, il 5 e passa a Torino, il 4,6 a Milano.
Cresce il non voto. Non è uno smottamento epocale, ma uno dei più importanti partiti italiani, quello di chi non va a votare, continua a crescere. Per le comunali ha votato il 71,09 per cento (1,76 in meno) e per le provinciali il 59,63 (1,25 in meno). Ci sono casi come Torino e Milano in cui c’è stata una controtendenza, ma in generale il logoramento è diffuso, in particolare al Sud (eccetto la Sardegna). Nei capoluoghi di provincia si segnalano crolli di partecipazione del 12 per cento (Pordenone) e dell’8 (Reggio Calabria).
 

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- Pietro Criscuoli