Lo chiamano Tex Winner

MONTEBELLUNA. Il ragazzo si diverte, lasciatelo giocare. Anche se il ragazzo qualche anno ce l'ha. Forse l'ora di appendere le scarpette è arrivata, ma visti i risultati è un peccato. Antonio Tessariol, 47 anni a dicembre, ha vinto il campionato di Seconda categoria con la maglia della Vazzolese: la sesta promozione di una carriera infinita, che lo ha visto calcare i campi della B a Piacenza.
Malgrado l'avanzare dell'età, ha continuato a sgambettare con compagni che hanno l'età di sua figlia. Ma adesso «Tex Winner» potrebbe prendere la decisione sempre rimandata: «Ogni anno che passa, dico sempre che sarà l'ultimo - spiega -. Ma stavolta ho molti dubbi se proseguire: la voglia ci sarebbe, ma non so se il mio fisico riuscirà a reggere ancora allenamenti e partite. Poi, ti ritrovi, per due giorni, distrutto... Ma c'è pure il fatto che a Vazzola si farà la Prima: un torneo più competitivo. Mezz'ora di strada sempre da Montebelluna, dove abito... Non so, sono discorsi prematuri, potrei ritentare magari con gli amatori. Ad ogni modo, dovrò studiare un'alternativa: non riesco a stare fermo, lo sport è il mio sfogo».
L'elisir di lunga carriera?
«Il fisico mi ha dato una grossa mano e, per fortuna, acciacchi in questi anni non ne ho avuti. Ho lasciato due crociati sul campo in tempi passati: con Piacenza e Treviso in amichevole. Devi sempre ricordarti che sei del '64: perciò fare il massimo in allenamento, sgobbare più degli altri, perché se poi in partita non corri, fai brutta figura».
In famiglia, che dicono?
«Sono ormai abituati. E ho provato a dissuadere i figli: invano. Martina, 22 anni, gioca a calcio a Trevignano in C/2; Filippo, 12 anni, ha mollato il judo ed è esordiente al Milan Guarda». Tornando all'ultimo trionfo: «Il primo posto di Vazzola è stato una bella soddisfazione. Avrò perso 4-5 partite: un ottimo gruppo, la base di tutto. Ruolo di centrocampista davanti alla difesa. La promozione più importante? Quella dalla C/1 alla B a Piacenza nel 1986-'87. Anno da record e con me c'erano Foscarini e Madonna, oggi mister di Cittadella e Piacenza. Li rimasi 5 anni, ma a quei livelli devi essere arrivista. Non era per me: tornai al Monte e cominciai a fare pure il geometra».
A proposito: mai pensato di allenare come gli amici Gotti e Pasa?
«L'idea mi è balenata per la testa... Troppe 20 persone da seguire...». Si è formato nel Montebelluna: «Accanto a Pasa, che ha un anno meno di me: siamo stati pure in prima squadra; all'inizio e quando era a fine carriera. Mentre ho giocato con Gotti a Sandonà e Caerano: ci lega un bella amicizia. Ed è stato poi mio allenatore nella Pievigina e nel Bassano».

Mattia Toffoletto