06 marzo 2011 —
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sezione: Attualità
ROMA. Trasparenza, tutti invocano trasparenza. Gridano allo scandalo, chiedono dimissioni e pubbliche scuse, istituiscono commissioni dindagine e chiamano la magistratura a fare, finalmente, chiarezza. Da Milano a Roma, passando per Genova, Bologna e Firenze, la nuova Affittopoli infiamma la politica dal Nord al Sud, coinvolgendo politici di destra, di centro e di sinistra. Più che di una Affittopoli in senso stretto gli scandali di questi giorni appartengono a un malcostume immobiliare sempre più diffuso ai tempi della Casta.
A Milano Gabriele Moratti, il figlio trentaduenne del sindaco, compra cinque capannoni industriali in zona Tortona e li trasforma in un unico spazio commerciale, con lidea di trasformarlo poi in lussuoso loft residenziale in stile Batman. Per farlo, usa una variante urbanistica generale approvata lanno scorso dalla giunta di mamma Letizia. Poi finisce in causa con larchitetto incaricato del progetto di ristrutturazione e sul caso si accendono tutti i riflettori del caso, giusto a due mesi dalle elezioni comunali. Adesso Moratti junior, ribattezzato Batman, è indagato per violazione edilizia e la Guardia di finanza ha perquisito il fabbricato. «I Moratti chiedano scusa alla città», tuona lopposizione facendo riferimento agli oneri di urbanizzazione in meno incassati dal Comune nella riqualificazione della casa di Batman.
Il candidato del centrosinistra, Giuliano Pisapia, si deve difendere dallaccusa che la sua compagna giornalista abbia approfittato di un affitto low cost di un alloggio di proprietà del Pio Albergo Trivulzio, antica pubblica istituzione fondata per dare le case ai poveri. Risultato: il consiglio di amministrazione della Baggina si dimette e al suo posto sta insediandosi un commissario straordinario.
I giornali pubblicano lelenco di tutti gli affittuari del Pio Albergo che fece scoppiare lo scandalo di Tangentopoli nel 1992 (ricordate Mario Chiesa?): ne viene fuori un verminaio, con affitti a basso costo per politici, giornalisti, attori, amici, parenti e compagne. «La Lega non è e non sarà coinvolta in vicende di questo genere» giura audace leuroparlamentare leghista Matteo Salvini.
E a Roma? Dopo la parentopoli del sindaco Gianni Alemanno allAtac, lazienda di trasporti pubblici dove sono finite segretarie-cubiste, figli-di, parenti e fidanzate scoppia il caso degli alloggi del Campidoglio. Secondo il Tg1 le duemila case del Comune fruttano appena il 15% di quanto potrebbero: e i giornali vicini al premier accusano le amministrazioni di Francesco Rutelli e Walter Veltroni di aver «svenduto» il patrimonio immobiliare capitolino. Si fanno i nomi del figlio dellex ministro Vincenzo Visco, che ha comprato dal Comune 155 metri quadrati a Campo de Fiori a poco meno di un milione di euro. Ma tra gli alloggi a buon mercato dellEnasarco, listituto nazionale degli agenti di commercio, ci sono gli appartamenti ai Parioli del capo della Polizia, Antonio Manganelli, degli ex ministri Elio Vito, Girolamo Sirchia e persino del leghista Roberto Castelli (97 metri quadrati a Trastevere a 600 euro al mese).
Il consiglio comunale di Roma e il consiglio regionale del Lazio, come un sol uomo e nello stesso giorno, istituiscono ciascuno una commissione dindagine, con il compito di verificare tutti i canoni di affitto e setacciare le vendite immobiliari compiute durante le gestioni precedenti.
Ma nel paese che ha appena visto gli imprenditori della «cricca» regalare le case ai ministri (Scajola, con vista Colosseo) cè da sperare che lo cose cambino per davvero. E anche le case.
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Daniele Ferrazza