09 dicembre 2010 —
pagina 21
sezione: Cronaca
Da una settimana le rivelazioni di Wikileaks fanno tremare il mondo. Tra i dettagli più «caldi» anche quello di un misterioso intermediario (shadowy figure
) che avrebbe agevolato i rapporti tra Berlusconi e Putin nelle forniture di gas allEuropa. Un mediatore che molti hanno individuato nel siciliano-veronese Antonio Fallico, presidente di Zao Banca Intesa a Mosca. Un mediatore molto importante anche per Ascopiave.
Che ci faceva Alexey Meshkov, lambasciatore russo in Italia, negli uffici di Pieve di Soligo del gruppo Ascopiave? A bordo di una berlina diplomatica scura e accompagnato dal console russo a Venezia, Eligio Paties Montagner, altrimenti noto per essere il titolare dei Do Forni, lambasciatore era semplicemente approdato ai piedi delle colline trevigiane per incontrare Gildo Salton. E portare la benedizione di Putin agli affari - del valore di miliardi di euro - che Ascopiave sta facendo con la Gazprom.
Alla fine di quella giornata, terminata con i piedi sotto la tavola, non nascondeva il sorriso Gildo Salton, il vulcanico presidente che, con laiuto della Finanziaria internazionale di Enrico Marchi, ha trasformato in dieci anni il grigio e modesto Bacino imbrifero del Piave nella moderna e ambiziosa holding Ascopiave, che tratta il gas con i grandi del mondo.
La visita dellambasciatore russo, datata 5 ottobre del 2009, è servita a saldare il patto del gas tra Pieve di Soligo e Mosca. Ad agevolare il contatto, conferma lo stesso Salton, è stato «il professore». Al secolo quellAntonio Fallico, siciliano di Bronte, 65 anni, presidente di Zao Banca Intesa a Mosca e profondo conoscitore delle relazioni italo russe tanto da essere indicato da molti come il misterioso mediatore tra Putin e Berlusconi che tanto preoccupa gli americani.
Il primo contratto con Gazprom risale al 2008, per lacquisto di miliardo di metri cubi di gas, pari a un valore di circa 300 milioni di euro.
Nel 2009 il secondo contratto, più consistente: un miliardo di metri cubi per il triennio 2010-2012 e poi mezzo milione per altri sette anni, fino al 2018. Infine lo scorso luglio, sempre grazie alle aperture di Fallico, il contratto con Gazprom è stato rinegoziato per altri undici anni (fino al 2021), assicurando la fornitura di un ulteriore mezzo milione di metri cubi di gas. In pratica, la società di Pieve di Soligo - attraverso Sinergie italiane - acquisterà ogni anno un miliardo e mezzo di metri cubi lanno, per undici anni. Ai prezzi attuali, un affare che vale circa tre miliardi di euro, spalmati su un decennio.
La mediazione del «professor Fallico», insomma, è stata apprezzata a Pieve di Soligo. Anche per questo Salton ha partecipato due mesi fa al forum sulle politiche energetiche, a Verona, promosso dal banchiere-mediatore, cui era presente anche Giancarlo Galan.
Una dipendenza eccessiva dal gas della Russia, quando in giro per il mondo costerebbe meno? Salton mette le mani avanti, e sottolinea come «la pluralità dei fornitori» metta al riparo dal rischio paese. Perchè se è vero che la maggior parte del gas di Ascopiave arriva da Gazprom - e quindi è necessario coltivare buone relazioni con lex impero del comunismo - Ascopiave compra il suo gas in misura minore anche dallEni, dallAlgeria, dalla Gran Bretagna, dalla Norvegia, dalla Germania e persino dallArgentina. Il prezzo medio di acquisto? 26 centesimi di euro a metro cubo, cui vanno aggiunti i costi di trasporto, stoccaggio, quota fissa, quota di vendita e distribuzione, accise ed addizionali regionali. Tanto che lutente domestico arriva a pagare anche 70 centesimi al metro cubo, tre volte tanto. Colpa sì delle tasse, ma anche del ginepraio di intermediazioni che governa il mondo dellenergia. Prima di arrivare nelle nostre case, infatti, il gas naturale estratto dal sottosuolo della Siberia e pompato nei gasdotti è comprato e venduto anche cinque o sei volte sulle Borse energetiche di mezzo mondo e da società domiliciate tra Londra, New York, le Antille olandesi e le Isole Cayman. Quasi sempre con contratti «take or pay» (prendi o paghi, che vuol dire che si paga anche il gas non consumato) e con il sistema dei contratti spot (come in Borsa).
Chi non ama leccessivo attivismo di Ascopiave sostiene che lex municipalizzata di Pieve di Soligo, in realtà, coltivi con troppa solerzia i rapporti con la Russia per compiacere il governo e garantirsi il via libera a nuove aggregazioni in Italia. Ma sono certamente malelingue.
© RIPRODUZIONE RISERVATA