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Atenei, occupati i simboli d’Italia

 ROMA. Colosseo, Torre di Pisa, Mole Antonelliana: i monumenti-simbolo del Belpaese sono diventati ieri testimonial di rango della protesta del mondo universitario contro la riforma degli atenei.
 Ieri mattina alcune decine di studenti universitari si sono staccati da un corteo di circa 2.000 persone e sono entrati all’interno della Torre Pendente in piazza dei Miracoli, a Pisa. All’esterno centinaia di loro hanno formato un cordone umano per impedire l’accesso ai turisti. Dal penultimo anello i giovani hanno poi calato uno striscione con la scritta «No alla riforma». La Torre è stata chiusa e i turisti fatti uscire. Nella piazza centinaia di curiosi hanno seguito la protesta immortalandola con macchine fotografiche e telefonini.
 A Roma decine e decine di studenti, distaccandosi dal corteo contro i tagli all’istruzione, sono entrati all’interno del Colosseo, scavalcando i tornelli. I ragazzi si sono affacciati dal secondo anello del Colosseo e hanno esposto uno striscione («Nessun taglio, nessun profitto»). Hanno poi dato vita a un corteo all’interno dell’Anfiteatro Flavio al grido di «Siamo noi i veri leoni» accendendo fumogeni rossi, tra lo stupore dei turisti. Terminata la performance, gli studenti hanno annunciato in coro «occuperemo il Vaticano».
 A Torino occupata la Mole Antonelliana, edificio simbolo della città. I manifestanti sono entrati nell’atrio della Mole, sede del museo nazionale del cinema, dove hanno affisso striscioni scandendo slogan e battendo su pentole e tamburi.
 Anche a Siena c’è stato un tentativo di srotolare uno striscione dalla Torre del Mangia ma l’intervento di agenti della Digos ha bloccato l’azione.
 È una protesta tenace e audace quella che anche ieri è andata in scena. Studenti e ricercatori hanno continuato a occupare facoltà e tetti di atenei e a far sentire le loro ragioni sfilando in corteo in diverse città.
 A Milano protesta all’Agenzia delle Entrate. Un gruppo di studenti si è sfilato dal corteo cittadino ed è entrato nella sede dell’Agenzia delle Entrate: dal grande balcone soprastante all’ingresso hanno srotolato uno striscione con la scritta “Più soldi alla scuola meno alla guerra”.
 Scontri a Firenze e Torino. Lancio di uova contro la polizia da parte degli studenti dei collettivi di sinistra che al Polo scientifico dell’università di Firenze hanno protestato per la presenza del sottosegretario Daniela Santanché a un convegno; contusi tre studenti e due agenti. Lancio di oggetti, uova, fumogeni e monetine, contro la polizia e la sede della Regione anche a Torino, in piazza Castello.
 Venditti e Vendola sul tetto a Roma. Antonello Venditti e Nichi Vendola sono saliti sul tetto della facoltà di Architettura di Roma 3, per solidarizzare con i ricercatori precari che protestano ormai da due giorni. Nel pomeriggio è salita anche una folta delegazione di Futuro e Libertà. Nella capitale è proseguito anche il presidio davanti a Montecitorio per buona parte della mattinata, con il centro storico blindato per il corteo degli studenti. Rinviata la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico della Sapienza.
 A Bari e Trieste l’“abbraccio” agli atenei. Nella città pugliese una catena umana di docenti, ricercatori e studenti, amministratori locali, politici e sindacalisti ha avvolto in un abbraccio simbolico il palazzo dell’ateneo. Analoga iniziativa a Trieste.
 Sul tetto ad Ancona. Studenti e ricercatori sono saliti sul tetto della facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche ad Ancona. Sul tetto è salito anche il preside della facoltà.
 «Chiuso per lutto» a Napoli. Gli studenti dell’Orientale di Napoli hanno occupato Palazzo Giusso, sede dell’Ateneo. Sul portone d’ingresso è stato affisso il cartello «Chiuso per lutto». Tetti occupati anche a Palermo, Messina, Salerno, Milano, Parma. Presidio a Genova, protesta degli studenti alla Cà Foscari di Venezia, occupati i rettorati di Ferrara e di Udine, occupati la stazione San Rossore di Pisa. (a.g.)