Renzo Darisi, un architetto «prestato» alla scrittura

Un racconto di viaggio che si trasforma in un thriller. Renzo Darisi, architetto con suo studio a Treviso, definisce cosi il suo «Ifigenia in Tassili», opera prima che viene presentata sabato prossimo a Forte Mezzacapo a Zelarino (Ve). Ed è una presentazione speciale, perché Zelarino fa parte del caleidoscopio di luoghi attorno ai quali la vicenda si snoda. Da Tassili n'Ajjer, altopiano nel Sud Est dell'Algeria, al quartiere dove Darisi è nato, Zelarino appunto, e dove l'autore fa risiedere il protagonista: tutto questo passando per Bassano, per il centro culturale Candiani di Mestre e conclusione in Germania. Un lungo giro, un racconto che già dalle prime pagine ha un pregio innegabile: rendere vicina una realtà lontana e ai più sconosciuta, trasmettere sensazioni legate alla tradizione tuareg vista con occhi occidentali. Dire di più sulla trama guasterebbe il gusto della lettura di un libro uscito per la collana «Lettere 152» della casa Prospettivaeditrice. Affascina anche la scelta dell'autore, che ha scelto di cimentarsi con la scrittura narrativa a 62 anni. «Sono un architetto, in passato ho anche insegnato - racconta Darisi, originario di Zelarino ma residente da molto a Treviso - L'idea del romanzo è nata da un viaggio a Tassili e dalla visione di tre donne. La trama? Al centro c'è un'indagine condotta da quattro persone, con sospetti che diventano sempre più certezze. Zelarino è uno dei luoghi che il lettore incontrerà, qui ho deciso di fissare la dimora di uno dei personaggi». Grande appassionato di viaggi e di Africa, l'architetto Darisi non esclude altre incursioni nel mondo della narrativa: «La passione per la scrittura c'è sempre stata, ma non vivo certo tutto questo in modo professionale. Qualcuno, dopo aver letto il libro, mi ha chiesto se avrei continuato. Per il momento non c'è nulla di preciso, solo un abbozzo di qualcosa che potrebbe vedere la luce più avanti».