23 settembre 2010 —
pagina 09
sezione: Attualità
MILANO. Lera post Profumo si apre allinsegna di una ridda di indiscrezioni e polemiche che sicuramente non aiuta il presidente Dieter Rampl a fare i conti con una successione difficile. Tanto che in Borsa prevalgono i timori e il titolo perde il 4%.
Ieri Rampl ha inviato una lettera ai dipendenti del gruppo per sottolineare che la decisione di accettare le dimissioni di Alessandro Profumo da Ceo di Unicredit Group, «offerte» da lui stesso, «non è stata dettata da un singolo azionista o da influenze della politica. Invece, è stata il risultato di differenti prospettive riguardo la corporate governance. La successione di Alessandro Profumo sarà gestita rapidamente, ma con grande cura - continua il presidente - vorrei sottolineare che qualsiasi lista di nominativi rappresenta una pura speculazione. Stiamo cercando un candidato appropriato sia allinterno che allesterno». Uno dei candidati più accreditati, anche se il diretto interessato smentisce, è Enrico Cucchiani, attuale ad di Allianz Italia, manager molto conosciuto e apprezzato dallestablishment bavarese.
Ma le rassicurazioni di Rampl non sono servite a difendere il titolo in Borsa dove il «licenziamento» dellad, artefice della crescita degli ultimi quindici anni, è costato una nuova caduta: Unicredit ha perso nel finale il 4% a 1,82 euro dopo aver registrato durante la seduta perdite nellordine del 3%. Scambi boom col 3,3% del capitale della banca passato di mano. E il ministero dellEconomia che ha provato a smorzare le tensioni dicendo che «non ci sono rischi di rilievo per il sistema bancario e finanziario italiano».
Significative le parole del presidente dellAbi, Giuseppe Mussari, che ha parlato di una vera e propria perdita per lAbi e per il suo comitato esecutivo. Lallontanamento di Alessandro Profumo da Unicredit è stato visto da molti più come una conferma degli antichi mali della finanza italiana che come una nuova era. Diversi analisti hanno espresso il timore per lo scacco della politica al mondo del business globale e per il vuoto di leadership che sembra profilarsi allorizzonte. Ieri dal mondo della politica e delleconomia sono arrivati moltissimi attestati di stima nei confronti di Profumo. Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, oltre al dispiacere personale ha sottolineato che «che Profumo ha fatto in questi anni un lavoro importante: ha unificato varie banche, ha creato una delle principali banche italiane che è anche la quinta in Europa».
Con lo scatenarsi delle voci su possibili operazioni legate allasse Mediobanca-Generali nel mondo della politica serpeggia un po di preoccupazione della quale si è fatto interprete il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha parlato di una «perdita gravissima» riferendosi alle «dimissioni» di Profumo. Il diretto interessato è stato anche ieri lontano dai riflettori. Alessandro Profumo ha lasciato la sua abitazione situata a pochi passi da via Montenapoleone nel primo pomeriggio di ieri, per recarsi nello studio di un noto commercialista milanese che insieme ai legali Bonelli, Erede, Pappalardo sta perfezionando lintesa per la buonauscita da 40 milioni di euro, 2 dei quali saranno devoluti in beneficenza alla Casa della Carità di Don Luigi Colmegna. In serata, poi, lex amministratore di Unicredit è andato al Meazza per assistere a Inter-Bari.
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Andrea Di Stefano