Cade in bici, causa da 100 mila euro

Nonostante quattro anni di tempo e un ciclista ridotto per giorni in fin di vita, nulla è stato fatto per sistemare quei 50 metri d'asfalto lungo la strada Ovest. E oggi Ca'Sugana rischia di dover pagare un risarcimento danni da oltre 100 mila euro.
E' una storia che inizia nel settembre del 2006. Viale della Repubblica sembra averla fissata tra le crepe e gli avvallamenti del fondo strada. Il ciclista C.V., sta correndo, con il nipote al seguito, in direzione Stiore. Poco prima dell'incrocio con via San Pelajo perde improvvisamente il controllo della bici e rovina a terra. E' gravissimo. Il nipote, che pedala a pochi metri da lui, assiste a tutta la scena e chiama i soccorsi. L'uomo viene ricoverato in prognosi riservata. Resta per giorni in fin di vita, poi riesce a recuperare. Quando esce dall'ospedale si ritrova invalido al 25%, impossibilitato a risalire in sella. Chiede il risarcimento al Comune perché, dice, «a causare la caduta sono stati i lavori di riasfaltatura della strada», quelli conclusi pochi mesi prima da Ca'Sugana. «I lavori sono stati fatti in modo incompleto, stendendo l'asfalto solo su parte della carreggiata - spiega l'avvocato Nicola Todeschini che lo assiste - lasciando un pericoloso gradino a bordo strada». Quello che, appunto, avrebbe causato la caduta dell'uomo.
Ca'Sugana affida tutto alla sua assicurazione che si rifiuta di pagare il risarcimento. Un mese fa, dopo 4 anni, C.V. decide di fare causa. Allega le foto fatte sul luogo dell'incidente dai vigili e da lui stesso. Chiede un risarcimento danni da oltre 100 mila euro «anche per il danno esistenziale patito a seguito dell'incidente - sottolinea l'avvocato - non è più lo stesso e non può più fare ciò che faceva prima».
Il Comune ha deciso di opporsi; ha messo in campo l'avvocatura civica ma non gli operai. Dal 2006 ad oggi infatti, nonostante l'incidente e la causa, in viale della Repubblica tutto è rimasto cosi. Se non peggio. Le foto (in alto a sinistra) lo testimoniano. Oltre allo scalino, oggi, proliferano le buche e le crepe. Manutenzione? Zero. E l'albero crollato che fa bella mostra di sè poco distante sembra sottolinearlo. E' caduto durante la violenta bufera di inizio estate. E' ancora li, sradicato. (f.d.w.)