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Minacce di morte, scorta per Missiato

 SANTA LUCIA DI PIAVE. Il sindaco di Spresiano Riccardo Missiato, promotore della crociata contro i gay sul Piave, continua a ricevere intimidazioni e minacce anonime. Per questo il Comiato provinciale per la sicurezza ha deciso di assegnargli una «vigilanza generica radiocontrollata», una specie di scorta. «Ma non mi sento in pericolo» ha confessato il sindaco di Spresiano. Nel vertice di Santa Lucia si è stabilito di adottare un’ordinanza per 21 Comuni.
 «Vogliamo evitare che sul Piave vi siano comportamenti offensivi alla pubblica decenza» ha dichiarato il Prefetto Aldo Adinolfi. Saranno le amministrazioni comunali di Santa Lucia, Susegana, Spresiano e Maserada a predisporre l’ordinanza. I sindaci dei quattro Comuni erano ieri presenti nell’aula consigliare di Santa Lucia insieme ai vertici di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Consorzio di polizia municipale Piave e il procuratore Antonio Fojadelli. Nei prossimi giorni le quattro amministrazioni comunali si ritroveranno per approvare il documento che sarà quindi vagliato dalla Prefettura e diventerà norma per l’interno territorio rivierasco provinciale del Piave. Niente più sesso sul fiume: «Sarà un’ordinanza contro i comportamenti poco urbani che e situazioni indecorose che possono sfociare in atti di delinquenza» ha dichiarato il sindaco di Santa Lucia Fiorenzo Fantinel. Soddisfatto anche il primo cittadino di Spresiano, Riccardo Missiato, che per primo aveva sollevato la questione degli incontri a luci rosse e dei gay sul Piave: «Una scelta condivisa per risolvere il problema - ha affermato - per far tornare il Piave alla comunità. Il fossato che avevo fatto realizzare per impedire gli accessi sarà ricoperto». Quanto alle minacce ricevute dal sindaco e alla scorta, il questore di Treviso Carmine Damiano ha detto che è necessaria «per le continue intimidazioni». Per chi violerà l’ordinanza sono in previsione maxi-multe: il sindaco di Spresiano aveva già preannunciato una sanzione da 500 euro per i nudisti. Potrebbe essere applicata anche per chi non rispetta i divieti di sosta e di accesso e a chi si apparta sulle sponde del fiume. Secondo il primo cittadino di Maserada vi sono altre questioni legate al Piave che devono essere affrontate e regolamentate come «l’accesso di auto e moto, le operazioni di scavo, l’abbandono di rifiuti, gli scarichi». Anche l’assessore provinciale Mirco Lorenzon ha chiesto una maggiore attenzione per il fiume sacro alla Patria. Insieme all’azione dei sindaci il Comitato ha deciso infatti un potenziamento dei controlli delle forze dell’ordine lungo il fiume. Inoltre saranno contattati privati e ditte che hanno accessi al fiume perché siano collocate sbarre che impediscano l’accesso a chi vuole raggiungere il fiume.
- Diego Bortolotto

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