08 settembre 2010 —
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sezione: Provincia
SANTA LUCIA DI PIAVE. Il sindaco di Spresiano Riccardo Missiato, promotore della crociata contro i gay sul Piave, continua a ricevere intimidazioni e minacce anonime. Per questo il Comiato provinciale per la sicurezza ha deciso di assegnargli una «vigilanza generica radiocontrollata», una specie di scorta. «Ma non mi sento in pericolo» ha confessato il sindaco di Spresiano. Nel vertice di Santa Lucia si è stabilito di adottare unordinanza per 21 Comuni.
«Vogliamo evitare che sul Piave vi siano comportamenti offensivi alla pubblica decenza» ha dichiarato il Prefetto Aldo Adinolfi. Saranno le amministrazioni comunali di Santa Lucia, Susegana, Spresiano e Maserada a predisporre lordinanza. I sindaci dei quattro Comuni erano ieri presenti nellaula consigliare di Santa Lucia insieme ai vertici di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Consorzio di polizia municipale Piave e il procuratore Antonio Fojadelli. Nei prossimi giorni le quattro amministrazioni comunali si ritroveranno per approvare il documento che sarà quindi vagliato dalla Prefettura e diventerà norma per linterno territorio rivierasco provinciale del Piave. Niente più sesso sul fiume: «Sarà unordinanza contro i comportamenti poco urbani che e situazioni indecorose che possono sfociare in atti di delinquenza» ha dichiarato il sindaco di Santa Lucia Fiorenzo Fantinel. Soddisfatto anche il primo cittadino di Spresiano, Riccardo Missiato, che per primo aveva sollevato la questione degli incontri a luci rosse e dei gay sul Piave: «Una scelta condivisa per risolvere il problema - ha affermato - per far tornare il Piave alla comunità. Il fossato che avevo fatto realizzare per impedire gli accessi sarà ricoperto». Quanto alle minacce ricevute dal sindaco e alla scorta, il questore di Treviso Carmine Damiano ha detto che è necessaria «per le continue intimidazioni». Per chi violerà lordinanza sono in previsione maxi-multe: il sindaco di Spresiano aveva già preannunciato una sanzione da 500 euro per i nudisti. Potrebbe essere applicata anche per chi non rispetta i divieti di sosta e di accesso e a chi si apparta sulle sponde del fiume. Secondo il primo cittadino di Maserada vi sono altre questioni legate al Piave che devono essere affrontate e regolamentate come «laccesso di auto e moto, le operazioni di scavo, labbandono di rifiuti, gli scarichi». Anche lassessore provinciale Mirco Lorenzon ha chiesto una maggiore attenzione per il fiume sacro alla Patria. Insieme allazione dei sindaci il Comitato ha deciso infatti un potenziamento dei controlli delle forze dellordine lungo il fiume. Inoltre saranno contattati privati e ditte che hanno accessi al fiume perché siano collocate sbarre che impediscano laccesso a chi vuole raggiungere il fiume.
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Diego Bortolotto