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«Giù le mani dalla Fondazione»

 Una «bufala». nel migliore dei casi una «tesi poco convincente». L’offensiva leghista per disgiungere le sorti di Fondazione Cassamarca da quelle di Unicredit dismettendo i titoli della banca per investire altrove, aperta dal consigliere di Fondazione Marco Serena e bollata da De Poli come «monàda», lascia il tempo che trova.
 Il progetto, suggerito da Serena (Lega) e sottolineato da Massimo Malvestio, vicino al governatore Zaia, non raccoglie applausi nè tra gli alleati del Pdl nè nell’ opposizione targata Pd, che s’allinea al parere di De Poli.
 «Non mi convince - dice Maurizio Castro, senatore Pdl - Credo invece sia strategico il presidio della fondazione nella più importante banca europea. I mercati internazionali con propettive di forte crescita sono a Sud e ad Est. E in quei mondi le nostre realtà imprenditoriali, che non sono colossi, hanno bisogno di una grande banca capace di sostenerle».
 «Le multiutility? Sono “minuto mantenimento” di piccolo respiro - aggiunge Castro, che è anche uno dei due coordinatori provincialidel Pdl - Se mi si passa il figurato, con Unicredit vai verso Canton e Timbuctù, con le multiutility vai a Foggia o a Vicenza». E dell’ansia “localistica” che anima la Lega a proposito di banche, fondazioni e finanza, che dice? «Fondazioni e politica locale devono restare distinte e distanti. Questo non significa che non si debbano parlare, ma non va perso di vista il valore dell’autonomia. Arroccarsi in difesa significa compiere l’errore degli spartani, che pure avevano un grandissimo esercito. Per combattere i persiani, gli ateniesi misero in campo un’organizzazione militare d’attacco».
 Ed Enrico Quarello, segretario provinciale del Pd, parla chiaro: «E’ chiaro che il sistema bancario italiano è in difficoltà - dice - ma è altrettanto chiaro che Fondazione Cassamarca è fin da principio una costola di Unicredit. In fondo non credo che il giochino della Lega sia difficile da capire, pieno com’è di gente che tira da una parte e gente che tira dall’altra: non hanno nessuna intenzione di abbattere il melo, ma solo di mordicchiare la mela per far vedere che sono pronti per il 2013, ovvero per la scadenza del mandato di De Poli. Lui ha capito tutto e ha bollato come monàe il tira-molla».
- (Antonio Frigo)