«Polisia Veneta, inchiesta politica»


La Polisia Veneta dichiara guerra alle istituzioni italiane, in primis questore Carmine Damiano e procuratore Antonio Fojadelli. In una conferenza stampa organizzata all'interno del ristorante Toni da Spin, i rappresentanti dello «Stato delle Venetie» non usano certo giri di parole: «Vogliamo rompere il silenzio su questa indagine - afferma il ministro dell'Interno Sergio Bortotto - Damiano e Fojadelli risponderanno alla giustizia veneta per un'inchiesta senza capo né coda che è costata ai cittadini diverse migliaia di euro».
All'incontro è presente lo stato maggiore del «Movimento di liberazione nazionale del popolo veneto»: dal presidente-editore, Albert Gardin, al ministro degli Esteri, Paolo Zanata, dal ministro dell'Interno, Bortotto appunto, al generale della Polisia Veneta, Paolo Gallina, comandante dei vigili urbani di Cornuda. Tutti accusati di costituzione di associazione paramilitare, promettono battaglia e chiedono di poter affrontare il più presto possibile il processo: «Cosi saranno Fojadelli e Damiano a dover spiegare che razza di inchiesta hanno messo in piedi».
Prima di tutto i venetisti contestano i tempi dell'indagine: «Ci hanno notificato la chiusura delle indagini preliminari il 17 e 18 maggio scorso, in seguito a due diffide mandate da noi. Questo rivela un'inerzia censurabile sotto il profilo procedurale, in quanto è stato eluso il termine del 16 gennaio per la notifica del proseguimento, chiusura o richiesta di rinvio a giudizio». Ma non è finita qui. Nel mirino finisce anche il questore Damiano, colpevole di «aver innescato un'offensiva mediatica, trasformando una conferenza stampa in una spudorata e menzognera sceneggiata, calunniando e diffamando le Istituxion del Autogoerno del popolo veneto».
Per loro è infatti evidente la natura politica dell'inchiesta: «Non dimentichiamo che la sceneggiata mediatica è stata fatta a poche settimane dalle elezioni regionali. E' evidente che la questura ha agito su ordine del ministero dell'Interno. L'obiettivo era quello di capire come erano messi i movimenti indipendentisti e, per farlo, avevano bisogno di mettere sotto controllo i nostri telefoni. Per fare tutto questo si poteva tranquillamente risparmiare un sacco di soldi e venire semplicemente ai nostri incontri». Dunque sarebbe stata proprio la Lega a volere una mappatura dell'indipendentismo veneto. «Ci hanno perfino accusato di voler organizzare un attentato contro Zaia. Ma a noi di lui non interessa proprio nulla».
Il procuratore capo di Treviso Fojadelli definisce tutto ciò come la conferma di una posizione «assolutamente delirante». Ma l'obiettivo dei venetisti non lascia spazio a dubbi: «Vogliamo chiedere l'arresto del questore Damiano e del capo della Procura Fojadelli».

Giorgio Barbieri