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«Urbinati non è morto a Motta di Livenza»

 MOTTA DI LIVENZA. Italo Luigi Urbinati non è morto a Motta. E’ questa la conclusione a cui stanno arrivando gli storici e appassionati della Grande Guerra interessati dall’argomento dopo la scoperta che la giunta Speranzon aveva deciso di intitolare la piazzetta Aleandro e di erigere un monumento alla memoria del carabiniere morto a Motta. Sulla delibera di giunta infatti si legge la volontà di «onorare la memoria dell’eroico pilota caduto nel cielo di Motta il 2/11/1917». Nei siti internet dei carabinieri si ricorda la missione: il pilota Urbinati sarebbe stato inviato a bombardare un accampamento austriaco a Motta e lì sarebbe caduto. L’architetto Vesentini assieme ad un amico appassionato di storia, l’ingegner Alessio Perin, ha fatto emergere il dubbio sulla reale presenza degli austriaci a Motta il 2 novembre 1917. Gli austriaci giunsero a Motta solo nella notte fra il 7 e l’8 di novembre e che il 2 invece il fronte era fisso sul Tagliamento. Infine nel libro «I reparti dell’aviazione italiana nella Grande Guerra» di Paolo Varriale, uno dei più eminenti ricercatori sul tema che ha effettuato ricerche all’ufficio storico dell’Aeronautica, è affermato che Urbinati è caduto nel Tagliamento mentre cercava di ostacolare il superamento del fiume da parte degli austriaci.
- (Claudia Stefani)