Ecco Nitoglia, Burton e Maddock

S'ingrossano man mano i ranghi del Benetton rugby, che sta lavorando per presentarsi nel migliore dei modi al gran debutto in Celtic, il 4 settembre: oggi si uniscono al gruppo di Franco Smith gli azzurri che hanno giocato in Nazionale A, mentre è iniziata l'ultima settimana di riposo per i nazionali maggiori, che rientreranno in squadra il 19. L'allegra compagnia sa che questa sarà un'annata completamente diversa delle altre. Ma cominciamo a conoscere qualcuno dei nuovi.
Ludovico Nitoglia, 27 anni, ala-estremo, ex Calvisano e L'Aquila, 17 caps in azzurro, detto «la freccia di Via Panama», che non è un riferimento esotico-caraibico, ma la zona romana dov'è nato.
«Arrivo a Treviso motivato - dice -. Non ho preferenze per il ruolo, mi basta giocare. Ringrazio dell'opportunità che mi è stata data e naturalmente spero vada tutto per il meglio. E' stata una scelta di sport, ma soprattutto di vita. Vedremo come andrà il prossimo anno, ma siamo consapevoli del fatto che ogni incontro sarà davvero molto duro».
Kristopher Burton, 30 anni, apertura australiana di passaporto nostrano (4 caps italiani), di fatto assume la pesante eredità di Marius Goosen.
Le sue parole: «Ho una buona opportunità per giocare ad alto livello ogni settimana, il che è fondamentale per ogni giocatore. Personalmente non ho problemi ad adattarmi in più ruoli, mi basta saper giocare e non mi considero un atleta in grado di fare solo certe cose, come ad esempio, calciare, ma penso di essere abbastanza completo, pur preferendo comunque il gioco d'attacco. La Magners League sarà sicuramente una bella prova e sta a noi impegnarci e dare tutto in campo per poter riuscire ad ottenere delle soddisfazioni in questa competizione cosi prestigiosa».
Ma è Joe Maddock, ala-estremo, 32 anni, neozelandese, il gran colpo del mercato dei «leoni», ex metaman in Premiership con 11 marcature. «Ho scelto di venire in Italia perchè è un Paese che ho sempre amato e per fare un'esperienza diversa, cercando di vivere in maniera nuova e secondo una differente cultura - spiega presentandosi - Conoscevo Treviso e ho sempre pensato che sarebbe stato un bel posto dove andare a giocare. Ritengo che la Magners sarà molto simile alla Premiership, ogni settimana dovremo confrontarci con grandi squadre che sono praticamente delle nazionali e che possono vantare molti giocatori internazionali. Mi viene in mente che una volta potremmo giocare contro gli Ospreys, che in pratica sono la nazionale del Galles, e quella dopo potrebbe capitarci Munster oppure Leinster, cioè di fatto l'Irlanda».
«Sarà di sicuro - conclude - una grande sfida per tutta la squadra, ma penso anche che sia qualcosa di eccitante e siamo tutti emozionati all'idea di cominciare».

(Silvano Focarelli)