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Treviso si spacca sul feto immerso nello spritz

 Continua a far parlare di sé il manifesto choc «Mamma beve, bimbo beve», promosso dall’Usl 9 di Treviso e realizzato da Fabrica per dissuadere le donne al consumo di alcol durante la gravidanza e l’allattamento. Il feto immerso nel bicchiere dello spritz non piace alla commissione regionale delle Pari opportunità rappresentata da Cristina Greggio. Il motivo? Troppo scioccante è l’immagine e forse anche inefficace rispetto allo scopo per cui è stata realizzata. «Temo l’effetto che quel manifesto può avere sulle persone - commenta Greggio - Non giudico il lavoro che è stato fatto che sicuramente è stato studiato proprio per suscitare emozioni forti. Però preferisco un’attività di informazione alla donna che richiede più tempo ma è più efficace. Questo bambino dentro il bicchiere dello spritz sinceramente mi angoscia molto». Secondo il punto di vista privilegiato della commissione Pari opportunità l’abuso di alcol nelle donne è un fenomeno in crescita. «Ma non è con un’immagine che si risolve il problema», conclude Greggio. Nel dibattito si inserisce anche l’assessore alle Politiche famigliari del Comune Mauro Michielon. «Se lo scopo del manifesto è quello di farsi notare certamente è stato raggiunto - dice - Dietro l’immagine però ci deve essere un lavoro di informazione e di sensibilizzazione nei confronti delle donne per far capire loro il rischio del bere durante la gravidanza e l’allattamento del loro piccolo». Ma tra i baristi del centro il manifesto è stato accolto con favore. A Muscoli i fratelli Tambarotto lo appenderanno al bancone. «E’ bellissimo e da un’informazione importante alle donne in gravidanza. Non c’è choc che tenga, va mostrato», ha spiegato Fabio. Anche al Bottegon tra pochi giorni dovrebbe comparire la foto del feto immerso nello spritz, «che una donna incinta non debba bere è un messaggio importantissimo. - ha spiegato Renato Zoia - Purtroppo su un minore noi baristi possiamo intervenire, ad un adulto non possiamo certo vietare lo spritz. La locandina può scoraggiare». Anche all’ex dazio i commenti sono positivi, «siamo contrari allo spritz non tradizionale, figuriamoci se non siamo d’accordo con questa campagna». In piazza non tutti la pensano così però. C’è chi non si nasconde è la giudica semplicemente «una schifezza». Il consigliere regionale Diego Bottacin invece richiama la politica a maggiore responsabilità. «Quando si tratta di sensibilizzare sui rischi legati all’alcol, una campagna anche la più scioccante è benvenuta se efficace. - ha detto - Ma se ci si mette il presidente Zaia che, oltre a fare l’elogio del bere, fa una battaglia contro l’abbassamento dei limiti di alcol per la guida tutto diventa più difficile». Categorica la replica del capogruppo del Carroccio a palazzo Ferro Fini Federico Caner, «sono accuse infondate. Se lo sforzo dell’usl sarà buttato al vento sarà per colpa di chi, come Bottacin, gioca su un problema così importante».
- (Laura Canzian / e Federico Cipolla)