«Il Piave non è inquinato»

VALDOBBIADENE. E' ormai certo: in internet circola un documento con logo Arpav del tutto falso che rischia di avere pesanti strascichi giudiziari. In questa fantomatica relazione dell'Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, si afferma che l'acqua del Piave nel comune di Valdobbiadene è inquinata e si consiglia perciò di vietarne la balneazione.
Dato molto allarmante, ma inventato. La questione è venuta alla luce in seguito a un'interpellanza del gruppo consiliare «Uniti» che chiedeva chiarimenti all'amministrazione comunale sulla relazione, reperibile in un sito internet, denominata: «Rete di monitoraggio acque superficiali del fiume Piave-Resoconto marzo 2010». Nel testo si sostiene che il monitoraggio della stazione di Settolo Basso di Vidor rileva la forte presenza di un agente inquinante, l'ossido di idrogeno: «Si consiglia pertanto di vietare preventivamente la balneazione nel fiume Piave». Forse si sarebbe potuto sospettare della bufala risalendo al nome del responsabile che compare nel documento - Pierpaolo Paratin - mentre il vero dirigente del Servizio Acque Interne si chiama Paolo Parati. Comunque sia, sollecitata dall'interpellanza di Uniti per Valdobbiadene, l'amministrazione comunale - preoccupata da un lato e piuttosto perplessa dall'altro per non avere avuto alcuna comunicazione in merito - ha chiesto ufficialmente informazioni all'Arpav sul documento. Il direttore dell'Area tecnico scientifica Sandro Boato ha cosi risposto: «La relazione in questione è totalmente falsa; oltretutto non esiste nel piano di monitoraggio regionale dei corsi d'acqua gestito dall'agenzia la citata «stazione di rilevamento Settolo Basso di Vidor» con codice RSVB-100331. Si rende altresi noto che Arpav sta valutando le opportune azioni presso le autorità competenti ai fini della tutela della propria immagine».

(Roberto Tossani) /