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Cgil: «Aiuti solo a chi non evade»


 Aiuti immediati alle imprese che assumono in pianta stabile, «non a quelle che evadono le tasse» e un nuovo fondo per le famiglie a reddito zero. Due mosse per mettere sotto scacco «una crisi lacerante», lanciate sabato dal palco del primo maggio di piazza dei Signori da Cgil, Cisl e Uil di Treviso, che hanno radunato 2 mila tra lavoratori, pensionati e studenti. Assieme sul palco sindacati e sindaci - una ventina le fasce tricolori presenti, in maggioranza della Lega - accompagnati dai messaggi di saluto dei datori di lavoro: artigiani, industriali e commercianti. La solidarietà, secondo i segretari confederali, non basta da sola per ridare lavoro a migliaia di trevigiani a casa in cassa integrazione o, peggio, in mobilità. «Diamo vita a un fondo da 3 milioni di euro per le famiglie senza un salario - propone il segretario di Cigl, Paolino Barbiero - Basta che ciascun Comune metta da parte 50 centesimi per abitante. Il resto può arrivare cercando tra le pieghe del piano strategico provinciale». Lo dice rivolto al presidente della Provincia Leonardo Muraro, presente assieme a colonnelli della Lega come il segretario provinciale della Lega e sindaco di Vittorio Veneto Toni Da Re e all’assessore di Treviso Mauro Michielon in vece del sindaco Gian Paolo Gobbo. «Se non raggiungiamo la cifra, andiamo a chiedere i soldi alle banche che hanno sedi nel nostro territorio». L’affondo è portato dritto al cuore degli imprenditori, trafitti dalle parole di condanna di Barbiero, scagliatosi con i colleghi contro gli evasori. «Vedere persone che vengono licenziate quando ci sono ancora tanti imprenditori che continuano a non pagare le tasse è inaccettabile - afferma, riferendosi agli accertamenti compiuti nel 2009 a Treviso, che hanno portato a un recupero di imposte per 41 milioni di euro - Quei denari sono un tesoro che ci permetterebbe di finanziare il rilancio dell’economia trevigiana». Se da un lato il sindacato chiede soldi da dare a fondo perduto alle famiglie rimaste ai margini del mercato del lavoro, dall’altro inaugura la stagione degli aiuti diretti alle aziende stesse, anche se con distinguo. «Eroghiamo denaro pubblico alle imprese - continua Barbiero - che avranno un futuro e soprattutto che assumeranno in pianta stabile». La lista delle rivendicazioni è lunga, letta a turno da un palco gremito da istituzioni politiche, amministratori e mondo economico, intenti a prendere le misure per capire se, come chiesto dal segretario Cisl Franco Lorenzon, sarà possibile varare un nuovo piano unitario per lo sviluppo della Marca. «Siamo qui per superare contrapposizioni e demagogie - afferma - i problemi non sono alle nostre spalle. Abbiamo registrato oltre 7 mila licenziamenti solo nel 2009. Ma oltre alla solidarietà straordinaria dimostrata in questi mesi, servono regole certe, non un’evasione fiscale arrivata a livelli scandalosi». Ad applaudire dalla platea riunitasi alle 10.30 nel salotto buono di Treviso, ci sono gli operai della Berco di Castelfranco, quelli della Veneta Verniciatura di Motta di Livenza assieme ai cassa integrati delle Tessiture Monti di Maserada. E’ proprio uno di loro, Giancarlo, che prende la parola dal podio portando la sua testimonianza diretta «e quella della mia numerosa famiglia, rimasta senza risorse». A parlare tra gli applausi è anche Gaia Righetto della rete studenti, categoria pronta a sbarcare su un mercato del lavoro «dove però c’è troppa precarietà», seguita da Moduo Diop, a nome dei lavoratori stranieri chiede maggior considerazione: «Siamo tanti e tutti intenti a costruirci un futuro nella Treviso che lavora». Forte la presenza di pensionati, giunti in piazza lungo il breve corteo partito dalla stazione dei treni alle 10, decisi a difendere il potere d’acquisto delle loro pensioni e soprattutto «assicurarci che un giorno ce l’abbiano anche i nostri figli». Vengono letti i messaggi dei rappresentati dei datori di lavoro: quello di Alessandro Vardanega, presidente degli industriali, che chiede la riduzione del cuneo fiscale, «per far avere più reddito ai dipendenti senza far crescere il costo del lavoro»; quelli degli artigiani di Cna, Confartigianato e dei commercianti di Ascom. Il segretario Uil, Antonio Confortin, snocciola i numeri della cassa integrazione salita del 400% a marzo 2010 rispetto a marzo 2009 e chiede ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori.
- Enrico Lorenzo Tidona